Via dei Filosofi amata da un coreano

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Cosa c’è di più bello del prendersi cura? Di una persona, di un animale, di un fiore, di un posto a noi caro. Quel prendersi cura che è forma di amore ma soprattutto di rispetto.
È ciò che ha fatto In-Shang Hwang con l’aiuola e il giardinetto abbandonato di via dei Filosofi a Perugia. Ha ridato vita a uno spazio totalmente abbandonato a se stesso nel bel mezzo della via.

Via dei Filosofi è una delle vie principali della città. Trafficata, affollata e viva. Non un quartiere dormitorio, ma un posto per viverci soprattutto di giorno. Farmacia, forno, fotografo, tabaccaio, parrucchiera. C’è di tutto.
Però qualcosa non va: non tutte le zone verdi di questa via sono curate, anzi. Alcune sono lasciate al degrado. Questa sorte era ad esempio toccata al giardinetto e all’aiuola all’altezza del giornalaio.
In-Shang Hwang è colui che con tanta pazienza e buona volontà ha deciso di mettersi al servizio della comunità. Ha iniziato circa un anno fa. Innanzitutto ha ripulito queste due zone, ha recintato l’aiuola e ha piantato all’interno dei fiori colorati. Ora il lavoro è terminato, in questi giorni sta finendo il giardinetto sottostante. Passeggiando per la via, è possibile vederlo con tuta e attrezzi in mano.

Quando è arrivato da me però, era in jeans e t-shirt. Capelli lunghi e sciolti, senza la molletta che in genere gli vedo quando lavora. Siamo rimasti un’ora a parlare in uno dei bar della nostra via, dove ci eravamo dati appuntamento. Mi offre la colazione e mi racconta la sua storia: originario della Corea del Sud, dopo essersi laureato in canto nel suo Paese si trasferisce a Perugia, dove frequenta il Conservatorio di musica. Contemporaneamente frequenta anche quello di Parma. Ora è fisso a Perugia, dove si è sposato e ha costruito la sua famiglia.
Attualmente è compositore, baritono, direttore di orchestra e di coro. Noi lo possiamo aver visto come direttore del coro di Santo Spirito dal 2001 e della Corale Polifonica Volumnia dal 2010.

Come mai quest’idea di ridare vita a quel fazzoletto di terra?
“Il mio sogno è sempre stato quello di avere e curare un giardino. Questo sogno non è mai stato realizzato perché abito in un appartamento e non ho lo spazio per avere un giardino personale. E così ho pensato di dedicarmi a quello che avevo proprio di fronte casa”.

Non deve essere stata una passeggiata. Era tenuto male…
“Male? Malissimo. Cartacce, immondizia, escrementi di cani era ciò che si vedeva solo all’apparenza. Ma era molto peggio di come si poteva pensare: quando ho iniziato a zappare, sono usciti fuori tappi di bottiglia, buste di plastica, sigarette, addirittura monete. Una vera e propria discarica”.

Però non ti sei lasciato spaventare.
“No. Non sono un professionista, ma il giardinaggio è la mia passione. Ti dico la verità, l’ho fatto per due motivi. Una mattina mi sono alzato e ho pensato: non posso più vedere questo schifo, devo agire.
E poi l’ho fatto per un fatto personale: per il lavoro che faccio, passo molto tempo seduto, o al computer o al pianoforte. Non mi muovo tanto, faccio poca ginnastica e avevo bisogno di sudare, distrarmi e divertirmi un po’”.

Il tuo esempio potrebbe attivare altre persone . Hai pensato anche a questo?
“Sì, è quello che ho pensato: se io inizio, magari qualcuno farà come me. E da uno, diventeremo due, tre, dieci, venti… fino a riqualificare completamente le zone abbandonate di Perugia”.

Hwang è un bell’esempio per via dei Filosofi, ma non solo. È un bell’esempio per il nostro Paese.
E, come canta Battisti, amarsi un po’ è come fiorire: aiuta sai a non morire.

Arianna Sorrentino