Umbria che Spacca fa base a Numero Zero

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Umbria Che Spacca, il festival musicale nel cuore di Perugia, torna con la sua nona edizione. Il palco principale sarà come ai vecchi tempi ai Giardini del Frontone, dove si esibiranno artisti come Ariete, Bnkr44, Willie Peyote, Mobrici, Brunori Sas, Margherita Vicario, Max e Myss Keta.

Tornano anche le visite guidate alla Galleria Nazionale dell’Umbria, dove il direttore Marco Pierini e tre artisti – la comica Emanuela Fanelli, i musicisti Massimo Zamboni e Pierpaolo Capovilla – faranno una critica delle opere sia formale che artistica al termine delle quali si esibiranno. Quest’anno il festival si è espanso e le nuove proposte e i nuovi progetti sono molti, tra cui l’apertura di un palco all’Orto Medievale dove si terranno concerti all’alba da godersi mentre si fa colazione e un palco completamente gratuito alla Fondazione Istruzione Agraria dove suoneranno alcuni dj delle principali serate locali. Ci saranno inoltre esibizioni di live painting, concerti di musicisti umbri e altre attività artistiche e culturali.

Ma le novità non finiscono qui e soprattutto non riguardano solo l’ambito musicale, perché quest’anno è nata la collaborazione tra Umbria Che Spacca e il ristorante Numero Zero, che sarà il quartier generale per quanto riguarda l’accoglienza e l’ospitalità degli artisti. Cos’è Numero Zero? Di giorno è un centro psichiatrico chiamato “Fuori Porta” gestito dalla fondazione La Città Del Sole Onlus, che si occupa della costruzione di progetti per l’autonomia e l’indipendenza di persone che soffrono di disturbi psichiatrici. Di sera si trasforma in ristorante e progetto di inserimento socio-lavorativo di pazienti psichiatrici gestito dall’associazione Realmente in collaborazione con La Città Del Sole Onlus.

L’idea nasce con l’intenzione di offrire una possibilità concreta di lavoro ai pazienti psichiatrici in una società che è ancora altamente escludente, per questo i membri del direttivo Realmente hanno pensato di trasformare il centro in un’occasione di reinserimento sociale e lavorativo. Altra potenzialità in più è che questo luogo di cura si trova all’interno del centro storico, zona molto frequentata, questo fa sì che il lavoro sia al contatto con il pubblico e non decentrato e nascosto dalla comunità come spesso accade.

I pazienti sono coinvolti nel progetto lavorando nelle diverse aree del ristorante: in sala nel ruolo di cameriere, a gestire il bar, in cucina come aiuto cuoco o al lavaggio piatti. Ciò che è bene sottolineare è che l’idea e la successiva gestione del ristorante nella sua totalità nascono da un lavoro collettivo fondamentale e il tutto viene supportato da uno staff clinico che segue costantemente il processo insieme ai membri dell’associazione Realmente.

Numero Zero ha deciso di fungere da isola di ristoro per i vari attori del festival (staff, musicisti, fonici) e per tutto il pubblico che in quei giorni si riverserà per le vie del centro storico, perché l’equipe è convinta che Umbria Che Spacca oltre a essere un festival musicale è anche un grande contenitore di idee che si rivolge a fasce di popolazione che per il ristorante sono molto preziose da raggiungere, come ad esempio la fascia dei giovani, che hanno in mano la possibilità di ridisegnare un futuro più inclusivo, giusto e equo.

Quale palcoscenico migliore che quello di Umbria Che Spacca per portare i valori e i contenuti di inclusione di Numero Zero?

Jaele Fo