Umbria Autentica #6 – La Scarzuola

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Immerso tra le dolci colline dell’Umbria, vicino Montegabbione, sorge un convento francescano che nasconde un luogo segreto molto particolare.

Fuori dal tempo e dallo spazio, qui trova posto la città ideale di Tomaso Buzzi, comunemente conosciuta come “La Scarzuola”.

Il nome deriva dal luogo, chiamato così perché quando San Francesco vi soggiornò si costruì una capanna usando una pianta di nome scarza. Difatti qui, come detto, c’è un convento francescano.

L’architetto Buzzi invece nacque a Sondrio nel 1900 e, una volta completati gli studi al Politecnico di Milano, divenne punto di riferimento per la borghesia milanese. Collaborò anche con Gio Ponti per organizzare delle manifestazioni artistiche di grande importanza, come la Triennale di Milano e la Mostra nazionale dello Sport.

Nel dopoguerra però qualcosa cambiò. Pian piano ridusse i suoi impegni professionali e comprò in Umbria questo convento francescano come sua dimora. Ma in verità era qui per crearvi l’opera della vita.

Questa fu costruita tra il 1958 e il 1978, usando il classico tufo locale. L’architetto morì nel 1971 a opera incompiuta, ma il suo erede Marco Solari (l’attuale guida del sito) portò a compimento l’opera.

A metà tra landscape architecture, scenografia e caleidoscopio di riferimenti, la Scarzuola è un complesso di architetture, spazi e percorsi che richiamano altrettante simbologie e luoghi del passato: una vera e propria allegoria dell’esistenza, dove il linguaggio ermetico caratteristico dell’aristocrazia massonica del Settecento e l’ecletismo si fondono in un unicum fuori dal tempo.

Il richiamo al teatro e alla scenografia è continuo, come nel Teatrum Mundi: un anfiteatro all’aperto che simboleggia la finzione ma anche la vita, con i palchi del sole e della luna.

Solo in un teatro, luogo per eccellenza della finzione, noi possiamo avere visioni di luoghi fuori dall’ordinario. L’Acropoli di Buzzi è una di queste. Un insieme di edifici che rappresentano il cuore del complesso, e altro non sono che citazioni di architetture esistenti (il Partenone, il Colosseo, il Pantheon, la Piramide, la Torre dei Venti, il Tempio di Vesta, la torre dell’orologio di Mantova) che anticamente rappresentavano i centri delle proprie comunità.

Qui però assumono un altro significato: sono il culmine del percorso iniziatico che si snoda per tutta la Scarzuola, che vuole portare i visitatori alla scoperta della propria persona e del proprio inconscio.

Entrando qui si varca la soglia di un altro mondo, e non saremo più gli stessi una volta usciti. E se non saremo attenti, ne usciremo pazzi!

La visita della Scarzuola è possibile solo con prenotazione, come scritto nel sito http://www.lascarzuola.com/.

La visita consiste in un tour guidato, tenuto dal proprietario attuale della villa.

La mappa interattiva per l’itinerario della Scarzuola.

Settima puntata giovedì 16 luglio con Il Santuario della Madonna del Bagno a Deruta.

Puntate precedenti:

Umbria autentica: vacanze a chilometri zero 

Umbria autentica #1 – Il giro dei condotti di Spoleto

Umbria autentica #2 – Il Museo delle mummie e l’abbazia di Ferentillo 

Umbria autentica #3 – Il Lavandeto di Assisi

Umbria autentica #4 – Il teatro più piccolo del mondo a Montecastello di Vibio

Umbria autentica #5 – Il mulino di Valentino

Alessandro Biti