Umbria Autentica #15 – Vallo di Nera

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Umbria Autentica: vacanze a chilometri zero

Ormai giunti alla quindicesima puntata di Umbria Autentica, il nostro viaggio continua, questa volta in uno dei Borghi più belli d’Italia. Vallo di Nera, castello che domina sulla Valnerina a 437 metri sul livello del mare, racchiude tutti gli aspetti più tipici dell’Umbria. Di origine romana, il nome deriva da “Castrum Valli”, ossia “castello della valle” o anche “castello del vallo”, cioè “luogo fortificato”. Successivamente all’Unità d’Italia venne aggiunto anche il riferimento al fiume Nera.

L’8 settembre del 1217 il podestà di Spoleto Giacomo Capocci concesse agli uomini di Vallo di erigere un castello sotto la sua signoria, in cambio di protezione e difesa. Negli anni 1522-23 una coalizione dei castelli della valle, capeggiata da Petrone da Vallo e Picozzo Brancaleoni da Scheggino, si batté contro Spoleto e, come scrive uno storico, “il castello di Vallo è preso, fatto tutto pieno di rovine e di sangue e spogliato d’ogni cosa”. Petrone finì bruciato e il paese rinacque più tardi, come testimonia l’affresco di Jacopo Siculo del 1536 nella chiesa di San Giovanni, in cui Vallo è raffigurata con le mura intatte e le case-torri.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Attualmente il castello conserva ancora il cassero, buona parte della cinta muraria, la “Carbonaia”, e la possente torre risalenti al XIII secolo. Il mio itinerario inizia proseguendo verso la porta Ranne a est del castello, dove si può ammirare sulla destra la chiesa di Santa Maria Assunta risalente al XII secolo e dedicata alla santa a partire dal 1652. Il campanile, precedentemente torre di difesa, venne convertito agli inizi del Trecento dai francescani che decisero di ingrandire la chiesa originaria.

 

Quest’ultima, recentemente restaurata e riaperta al culto dopo il sisma del 2016, conserva importanti affreschi di scuola giottesca e la famosa Processione dei Bianchi di Cola di Pietro da Camerino datata 1401, anch’essa restaurata e raffigurante la confraternita penitenziale dei Bianchi in due processioni accolte dai francescani. Nel 1399, Vallo fu infatti interessata dal passaggio dei Bianchi, penitenti congregatisi spontaneamente alla vigilia del giubileo del 1400, i quali con le loro processioni percorrevano tutta la penisola.

Chiesa di San Giovanni Battista

Camminando tra i vicoli medievali e ben curati del borgo si giunge sul punto più alto del castello, dove in una piccola piazza è eretta la chiesa di S. Giovanni Battista, edificio romanico del XIII secolo dedicato al patrono di Vallo. La chiesa venne poi ampliata e restaurata nel 1575, conservando la facciata in pietra che fa corpo unico con il campanile a vela. Il terremoto del 2016 l’ha resa inagibile, ma da poco è stato approvato il progetto per il restauro.
Mentre continuo incuriosita l’esplorazione mi imbatto in un signore abitante del castello che mi consiglia di entrare nella chiesa di Santa Caterina e che scopro essere l’ex proprietario dell’edificio, prima dell’attuale restauro da cui sono affiorati diversi affreschi lungo le pareti. Molti sono i documenti e le notizie riguardanti la chiesa e l’annesso monastero, ma sembrerebbe che l’edificio, risalente tra il XIV e il XVII secolo, fosse destinato ad accogliere alcune ragazze che volevano vivere nel terzo ordine di San Francesco, senza però l’obbligo della clausura.

Chiesa di Santa Caterina

All’interno una tela incastonata in una cornice ornata fa da protagonista della chiesa, insieme a un altare da cui si intravedono alcuni resti di un affresco del XV secolo dove compaiono la Madonna col bambino e Santa Caterina. La tela, una copia dell’opera originale del XVII secolo, rappresenta le nozze mistiche di Santa Caterina, raffigurata insieme alla Madonna e i Santi Pietro, Paolo, Nicola da Tolentino e Giovanni Battista.
Il castello di Vallo di nera è dunque uno scrigno di storia e storie, un susseguirsi di tesori, che si estendono anche fuori le mura. Lungo la strada che conduce ai casali si trova infatti la quattrocentesca chiesa di San Rocco, che vigilava insonne per impedire al demone della peste di avvicinarsi al castello. Al suo interno è possibile vedere una Madonna del Latte della seconda metà del XV secolo, mentre proseguendo la strada per Castel San Felice sorge la piccola chiesa dell’Immagine delle Forche, edificata nel XV secolo e interamente affrescata.

Sabato 12 settembre, a partire dalle 16, si svolgerà inoltre l’inaugurazione del restauro dell’affresco della Madonna col Bambino, collocato sul muro di una abitazione del borgo, in una delle vie che conducono alla chiesa di Santa Caterina.
Ma Vallo di Nera offre molto altro; dal borgo si sviluppa infatti una fitta rete di sentieri che conducono direttamente nei borghi limitrofi della Valnerina, S. Anatolia di Narco, Meggiano, Scheggino, Ceselli, fino a Spoleto grazie alla vecchia ferrovia Spoleto-Norcia, che nei suoi 51 km tra viadotti e gallerie regala panorami incantevoli. La presenza del fiume Nera permette inoltre di avventurarsi in attività come la pesca, escursioni in canoa e rafting.
Vallo di Nera presenta tutto ciò di cui si ha bisogno per vivere a pieno una regione ricca di autenticità come l’Umbria, specie con un bel piatto di spaghetti al tartufo.

 

Le chiese sopra indicate sono gratuite e visitabili liberamente, ad eccezione della chiesa di S. Giovanni Battista momentaneamente chiusa. Per visitare la chiesa dell’Immagine delle Forche è possibile prenotare al 0743616143. Gli affreschi sono visibili anche dall’esterno.

La mappa interattiva dell’itinerario per Vallo di Nera:

Puntate precedenti di Umbria Autentica:

#1 Il Giro dei Condotti di Spoleto

#2 Il Museo delle Mummie e l’Abbazia di Ferentillo

#3 Il Lavandeto di Assisi

#4 Il Teatro più Piccolo del mondo a Montecastello di Vibio

#5 Il Mulino di Valentino

#6 La Scarzuola

#7 Il Santuario della Madonna del Bagno

#8 Da Sant’Anatolia di Narco a Caso

#9 Il parco di Beverly Pepper

#10 Rocca Flea

#11 Rasiglia

#12 Stifone

#13 Pale

#14 Museo di Santa Croce

Eleonora Proietti Costa