Umbria Autentica #13 – Pale

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Prima di parlare di Pale non si può non fare neanche minimo accenno al contesto ambientale in cui questa piccola frazione del comune di Foligno si trova. Anche perché il primo scorcio che si ha di Pale avviene proprio lungo la nota ex SS77, la strada che partendo da Ponte Santa Lucia attraversa tutta la montagna e arriva nelle Marche. Una strada che qualunque umbro ha percorso almeno una volta se non altro per andare al mare.

La ex SS77 – ora SS77 var –  inoltre negli ultimi quattro anni è stata al centro di molti dibattuti soprattutto perché è stata rimpiazzata da una superstrada che le scorre parallela e che ne ha preso il nome. La vicenda ha interessato il dibattito nazionale in quanto si è trattato della costruzione di un’infrastruttura imponente, che ha visto la luce a seguito di lavori decennali.

La “strada nuova”, come viene chiamata tra gli abitanti della montagna, è andata sicuramente a colmare parte delle enormi lacune infrastrutturali patite ancora oggi dall’Umbria. Al tempo stesso, però, va a costituire un percorso di transito veloce e alternativo che lambisce, senza tante possibilità di fermarsi, una zona fortemente depressa negli ultimi anni come quella della montagna folignate. Ma questo è un argomento che necessiterebbe di altro tempo e altre attenzioni e perciò senza ripercorrere tutte le vicende storiche legate alla 77 fermiamoci a Pale.

Video reportage di approfondimento sulla condizione in cui versano attualmente le frazioni della montagna folignate. Il video reportage è stato realizzato da Riccardo Gregori e Andrea Barcaccia.

Dopo Ponte Santa Lucia, Pale è praticamente il secondo paese situato proprio lungo la ex SS77. Come si diceva in apertura, Pale si impone alla vista di chiunque passi lungo la strada. O meglio, non è che sia proprio il paese a imporsi alla vista dei passanti. Dopo aver fatto i primi tornanti della 77 infatti, tra i crinali verdi e fitti, si scorge all’improvviso la vera perla di Pale e di tutta la montagna, l’eremo di Santa Maria Giacobbe. Nonostante sia incastonato nella roccia, sembra esserci quasi una particolare forza magnetica per cui anche chi è concentrato alla guida, quando arriva in corrispondenza dell’eremo, quasi in modo magnetico gira la testa verso di esso rimanendo incredulo.

Del santuario si hanno notizie dal 1295, quando nel censimento delle chiese della Diocesi di Foligno quello di Santa Maria Giacobbe in Pale viene menzionato per la prima volta come uno dei numerosi Santuari Terapeutici di frontiera della montagna folignate.

Arrivare all’eremo non è semplice ovviamente ma anche questo aspetto va a costituire uno dei suoi principali motivi turistici, attraendo numerosi appassionati di trekking, scalata e camminate naturalistiche. Partendo dal paese di Pale, al quale invece si accede molto facilmente, basta seguire una piccola strada in salita segnata con 14 stazioni della Via Crucis che ci porta a un’altezza di 525 metri s.l.m. da cui si gode un panorama maestoso ma dolce al tempo stesso. D’altronde è il panorama appenninico, che non è fatto di grandi vette scoscese ma di dolci declivi, fitti di vegetazione boschiva.

 

 

 

 

L’intero complesso è in parte inserito in una cavità naturale del monte che lo sovrasta e in parte ne costituisce l’abside. L’interno presenta numerosi affreschi, alcuni dei quali particolarmente suggestivi, che possiamo distinguere in pitture votive e pitture ornamentali che talvolta pur nella loro semplicità dimostrano una certa ricercatezza progettuale.

 

 

 

 

Santa Maria Giacobbe, a cui è dedicato l’eremo, è raffigurata subito a destra dell’ingresso in qualità di ostetrica che assiste il Bambino che si trova in una culla che ha la forma di un calice. La Santa però compare ovviamente più volte tra gli affreschi situati all’interno dell’eremo come dietro l’altare, sulla roccia del monte, insieme a Santa Lucia e San Luca evangelista.

Il santuario è stato abitato per anni da alcuni eremiti e infatti la sua struttura all’interno è composta da una piccola cucina e una camera ora adibita a conservare foto ed ex voto di devoti. Una cisterna presente in un angolo della roccia, inoltre, conserva acqua piovana che qualche devoto raccoglie tra le mani per devozione.

Nonostante sia di gran lunga uno dei luoghi più affascinanti d’Umbria, a dire la verità Pale non è esattamente solo l’eremo.

Nel minuscolo paese, c’è una piccola piazzetta che ospita l’unico bar del posto. Il bar in questione però non è la tipica attività commerciale di vendita al dettaglio che ci si aspetterebbe in un luogo del genere. Questo piccolo bar ha un arredamento sui generis, e oltre a essere anche ristorante e bed & breakfast può vantare soprattutto la simpatia e l’energia strabilianti del suo proprietario, pieno di storie da raccontare.

Sempre a Pale si trovano anche le cascate del Menotre, un fiume di alta collina che scorre interamente nel territorio folignate. All’altezza del paese il fiume precipita nella vallata sottostante formando tutta una serie di suggestive cascate circondate da una folta vegetazione.

Il fiume nasce dalle sorgenti del fosso di Favuella, ad 800 m s.l.m., nei pressi del paese di Orsano (frazione montana del comune di Sellano, a 30 km da Foligno) e del monte Mareggia. Il Menotre costituisce uno dei principali motivi di attrazione turistica della zona, soprattutto al momento, in quanto è alla base del successo di Rasiglia. È proprio nei pressi di questa frazione infatti che il fiume si arricchisce di un certo numero di acque tributarie e si allarga a scorrere nella omonima valle, a un’altezza media di 530 m s.l.m.

La mappa interattiva dell’itinerario per Pale

Puntate precedenti di Umbria Autentica:

#1 Il Giro dei Condotti di Spoleto

#2 Il Museo delle Mummie e l’Abbazia di Ferentillo

#3 Il Lavandeto di Assisi

#4 Il Teatro più Piccolo del mondo a Montecastello di Vibio

#5 Il Mulino di Valentino

#6 La Scarzuola

#7 Il Santuario della Madonna del Bagno

#8 Da Sant’Anatolia di Narco a Caso

#9 Il parco di Beverly Pepper

#10 Rocca Flea

Andrea Barcaccia