Sostare in emergenza: gli psicologi umbri al fianco della scuola

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Da qualche giorno stiamo assaporando di nuovo attimi di normalità, o per meglio dire attimi di una nuova normalità. L’emergenza tuttavia non è svanita del tutto, c’è, così come ci sono iniziative e progetti ancora operativi per fronteggiarla. Per esempio Sostare in emergenza, un progetto promosso dal gruppo tematico di psicologia scolastica dell’Ordine degli psicologi dell’Umbria, pensato per il mondo della scuola e rivolto a studenti, famiglie, docenti e a tutto il personale.


Perché sostare in emergenza? Sostare inteso come fermarsi ad ascoltare ciò che c’è nel qui ed ora; So-stare inteso come adeguarsi (o non riuscire a farlo) a questa sosta forzata; S.o.s.tare inteso come chiedere e ricevere aiuto.
“L’iniziativa, inaugurata il primo aprile, nasce in seguito ad alcune richieste di scuole con cui il gruppo ha collaborato – spiega Carola Sorrentino, psicologa e componente del gruppo – con l’intento di creare qualcosa che potesse fronteggiare questo periodo di emergenza attraverso una modalità partecipata”. Il gruppo propone infatti un argomento su cui riflettere ogni due settimane per poi restituire un feedback, una riflessione, un’interazione che guiderà alla rilettura delle situazioni emerse, ovviamente tutto a distanza. Uno spazio offerto, definito “spazio libero” dove poter riporre parole, preoccupazioni, racconti, emozioni, pensieri e fantasie.
“Provate a immaginare questo spazio come un luogo in cui ci sono dei soffici cuscini su cui potersi sedere comodamente e dedicarsi del tempo; uno spazio libero, perché sarete proprio voi a scegliere cosa condividere e come, con le modalità che crederete più opportune: scrittura, disegno, collage, emoticon, creazioni ed espressioni di ogni genere”, si legge dal sito dell’Ordine degli psicologi dell’Umbria.

Il primo tema lanciato è stato lo spazio, che ha portato a riflettere in particolare sullo spazio in casa, quest’ultima diventata improvvisamente ufficio, palestra, scuola, biblioteca, ma che non sempre rappresenta un porto sicuro, dove sentirsi liberi, quanto piuttosto un luogo da cui si vorrebbe fuggire e in cui ci si sente intrappolati.

“Alcune volte mi sento costretta/o, chiusa/o, imprigionata/o. Mi rattristo spesso…”.

Il secondo tema su cui si è riflettuto è stato il tempo, e com’è cambiato il modo di percepirlo in questo periodo di lockdown. Di fronte a una frenetica quotidianità interrotta da una specie di sortilegio come nelle fiabe, si è stati costretti a rinunciare a pianificazioni e progetti futuri e a ri-pensare il tempo presente, coltivando l’attesa e la pazienza.

“Il tempo, da quando è iniziata la quarantena, lo sento più amico, non sto sempre lì a pianificare il futuro, a pensarlo, a correre”.

Il terzo appuntamento, lanciato lo scorso giovedì, vede interrogarsi sulle emozioni, inevitabilmente influenzate dall’emergenza. Solitudine che si mescola ad ansia, preoccupazione, rabbia, ma anche momenti di gioia, allegria e complicità che si amplificano nei piccoli gesti del quotidiano.
Sono molti i feedback che il gruppo ha ricevuto e sta ricevendo, non solo provenienti dal nostro territorio, ma anche da scuole di altre regioni.
La pandemia ha cambiato tutti, questo è certo, ma in fondo affrontare i cambiamenti fa parte del gioco.
Scrive Haruki Murakami:

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad

attraversarla e a uscirne vivo.

Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero.

Ma su un punto non c’è dubbio.

Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

Non ti resta che entrare in questo spazio pieno di comodi cuscini e dedicare del tempo a te stesso.
Puoi inviare le tue riflessioni alla mail psi.scolastica@ordinepsicologiumbria.it. La privacy verrà garantita secondo la normativa vigente.
Partecipano al progetto: Elena Arestia, Marta Barcaccia, Marina Biasi, Nicolina Caiafa, Francesca Cortesi, Caterina Cutuli, Federica Falcinelli, Silvia Giorgetti, Susanna Renga, Silvia Salvarelli, Carola Sorrentino, Antonella Torzuoli.
Video illustrativo del progetto 
Riflessioni sul primo tema proposto
Riflessioni sul secondo tema proposto 

Eleonora Proietti Costa