Riprende il turismo in Umbria

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Grazie allo sforzo sinergico tra operatori turistici ed istituzioni l’Umbria, dopo la crisi generata dal sisma, torna progressivamente a essere una meta turistica tra le più apprezzate d’Italia, recuperando arrivi e presenze”: lo ha detto il vice presidente della Giunta regionale dell’Umbria e assessore al Turismo, Fabio Paparelli, commentando dati relativi ai flussi turistici elaborati dall’Osservatorio turistico regionale nel 2017.

“Gli effetti indiretti del terremoto hanno condizionato per lunghi mesi le sorti della destinazione Umbria – ha aggiunto Paparelli – con una contrazione di arrivi che, in alcuni frangenti, è arrivata a sfiorare il meno 50% di arrivi. Per questi motivi salutiamo oggi con soddisfazione il primo segno positivo che, su base regionale, è stato registrato a settembre con un +6.1% negli arrivi e +3.4% nelle presenze. A partire dalla scorsa primavera – continua l’assessore – abbiamo assistito ad una lenta quanto sistematica ripresa che, prima a macchia di leopardo, e poi su tutto il territorio regionale, ci consente oggi di tornare in positivo e di fare un bilancio della stagione estiva (giugno-settembre) meno negativo del previsto, in cui le perdite sono state contenute al di sotto del 10% rispetto al 2016, anno boom del turismo umbro, tornando più vicini ai livelli del 2015.

Particolarmente significativo e degno di nota – secondo i dati raccolti dall’Osservatorio – è stato l’aumento dei flussi di turisti italiani che sono tornati in maniera massiccia nella nostra regione. Nella quasi totalità dei comprensori si è registrato un ottimo incremento dei flussi.

“Da gennaio a settembre 2017 la diminuzione dei flussi si è dunque attestata, mediamente, intorno al 16% – ha detto l’assessore. Su tale percentuale non sono ricomprese le presenze dei terremotati ancora alloggiati presso le strutture turistiche regionali, così come emerge dall’incrocio tra le comunicazioni effettuate delle imprese ricettive e i dati forniti dalla protezione civile. Presenze, peraltro, frutto di una scelta politica che, in ogni caso, ha rappresentato un ammortizzatore sociale volto, insieme alla cassa integrazione prima e al danno indiretto, a contenere le perdite economiche di un settore di importanza vitale per la nostra economia. Se consideriamo – continua Paparelli – che l’anno successivo al sisma del 1997 l’Umbria conobbe una contrazione media delle presenze intorno al 25%, pur in assenza dell’influenza di internet e dei social come avvenuto al contrario in questo ultimo anno, i dati forniti dall’osservatorio acquistano ulteriore valore e ci confortano sulla bontà delle campagne di comunicazione messe in campo singolarmente dalla Regione e, per le quattro Regioni colpite dal sisma, dalla Rai e da Enit, quest’ultima ancora in corso di svolgimento”.

In Umbria le frastagliate colline appenniniche si intervallano con le catene montuose della Valnerina e i numerosi parchi naturali regionali, fino a rituffarsi negli ampi bacini lacustri del Trasimeno e di Piediluco e lungo gli argini dei ricchi fiumi, primo su tutti il Tevere. Ma non solo natura selvaggia tout court, l’Umbria è anche tesori nascosti all’interno di luoghi naturali incantati. Di fronte al primo salto d’acqua della Cascata delle Marmore si cela un tunnel scavato nel travertino, raggiungibile a piedi, alla fine del quale vi è il famoso “balcone degli innamorati”. Da lì ognuno di noi può ascoltare il dolce suono della cascata, sognando la storia di Velino e Nera, l’umile pastore e la bellissima ninfa uniti in un amore travolgente, spezzato dall’ira dell’invidiosa Giunone, la quale trasformò la giovane nel fiume cristallino che ora scorre dalle cime del Monte Vettore, e che porta ancora il suo nome. Luogo naturale culla di un’altra appassionante leggenda è il Lago di Trasimeno, i cui romantici tramonti disegnano i contorni del maestoso castello dell’Isola di Polvese. Il temerario principe Trasimeno, figlio del saggio Re etrusco Tirreno di Lidia, si innamorò perdutamente della leggiadra ninfa Agilla, unendosi a lei in matrimonio sulle sponde del lago. Tuttavia, l’ira degli Dei si abbatté nefasta sui giovani innamorati: ancora oggi, tra la brezza leggera che increspa il lago, si può sentire in lontananza il lamento della ninfa Agilla, alla perenne ricerca del suo amato inghiottito dalle onde. I silenzi incantati della natura locale si abbracciano poi ai prodotti tipici locali, sancendo il legame che la popolazione umbra ha visceralmente stretto con la sua terra.

L’Umbria racchiude in un territorio relativamente piccolo un paesaggio estremamente variegato ed è la regione italiana con il più alto indice di boscosità. Le foreste umbre costituiscono una ricca tavolozza policroma: gli ulivi verde pallido, e poi boschi cedui di cerri, roverelle, carpini neri, ornielli, aceri, che formano la vegetazione dominante; estese faggete, secolari lecceti.
Il regno delle grandi foreste di faggio sono le montagne della Valnerina e dei monti Sibillini, comprensorio di eccezionale importanza naturalistica dove trovano rifugio il lupo appenninico e l’aquila reale. Tra orchidee, campanule splendenti, coloratissimi astri, viole, genziane, è ancora possibile osservare il rarissimo papavero giallo e la stella alpina appenninica. Un’altra risorsa straordinaria della regione sono le acque: è attraversata dal Tevere, che è stato navigabile per molti secoli, e dai vari affluenti: Nera, Topino, Velino. Il Tevere e i torrenti hanno inciso affascinanti pareti a strapiombo nella roccia calcarea, come la suggestiva valle del Rio Fonno nell’Appennino Gualdese, o lo spettacolare Rio Freddo nel monte Cucco, il Fosso Grande di Amelia o l’angusta gola del Forello. Straordinario è il paesaggio della Valnerina, dove selvagge montagne accompagnano lo scorrere delle limpide acque del Nera, perfette per una gita in canoa. Al confluire del velino e del Nera sorgono le emozionanti cascate delle Marmore: spumeggianti acque a precipizio tra spruzzi iridescenti e un fragore assordante ma suggestivo.

I corsi d’acqua dell’Umbria scorrono anche sotterranei, e in milioni di anni hanno scavato grotte e cunicoli di maestosa bellezza, come quella di Monte Cucco. Il lago Trasimeno è il più grande lago dell’Italia peninsulare, celebrato dagli artisti per la bellezza delle sue sponde: vasti canneti solcati da canali popolati dalle ninfee, antichi oliveti e filari alberati, boschi e brughiere.

Lo abitano folaghe, svassi, germani reali, falchi e numerose specie di pesci. Altri tre splendidi laghi sono il lago Piediluco, il lago Corbara e il lago d’Alviano. Più della metà dei comuni umbri possiede un museo: la rete museale è capillare e comprende strutture differenti per dimensioni e contenuti, che testimoniano però sempre l’attaccamento degli umbri per la propria terra e il suo passato. Molto frequenti sono le collezioni di arte moderna a contemporanea, come quella di Emilio Greco ad Orvieto o quella di Alberto Burri a Città di Castello.

A volte l’arte esce dalle mura dei musei, e scende tra le strade con le statue di scultori contemporanei come Pietro Cascella o Aldo Rossi. Numerosi sono i documenti delle due antiche civiltà che hanno segnato questo territorio, quella umbra e quella etrusca, come le Tavole Eugubine, o la necropoli di Crocifisso del Tufo a Orvieto. Una fitta rete di castelli e borghi medievali testimonia il periodo della dominazione longobarda; nel medioevo poi il panorama è completato da abbazie, monasteri e pievi di cui la regione è ricca. Dentro le mura delle città fioriscono chiese e palazzi, come il Duomo di Spoleto, dotato di un mirabile portale scolpito, la basilica di S. Silvestro a Bevagna, gioiello del romanico umbro, il Duomo di S.Rufino ad Assisi, la cui facciata è annoverata tra i capolavori dell’architettura romanica.

La vita religiosa della regione è stata potentemente influenzata dalla figura e dall’opera di S.Francesco d’Assisi: grazie a lui sorge la Basilica di Assisi, con gli affreschi di Cimabue, di Giotto, di Pietro Lorenzetti, di Simone Martini, il Duomo di Orvieto in stile gotico, chiese di campagna e di città, nasce un pellegrinaggio da tutto il mondo verso i luoghi che hanno fatto da cornice alla vita del santo:la Porziuncola a S. Maria degli Angeli, il convento di S. Damiano, l’eremo delle Carceri, il santuario di Rivotorto. Numerose sono le iniziative che vivacizzano la già ricca vita culturale della regione. A Trevi si svolge ogni anno il Palio dei Terzieri: per ogni Terziere gareggiano venti giovani che, a turno, spingono un pesantissimo carro in un’avvincente corsa a tempo, dalla Porta Nuova alla Piazza del Comune. Ad Assisi si svolge la rievocazione storica delle vicende di San Francesco.

Ogni anno, a turno, una regione italiana offre l’olio per la lampada votiva che arde davanti alla tomba del santo. Manifestazioni collaterali comprendono spettacoli di danze e canti popolari della regione offerente. La tradizione enogastronomica umbra è ricca e varia: olio extravergine di oliva di altissima qualità, maiale al forno o allo spiedo, porchetta, mortadella, salsiccia, capocollo, prosciutto crudo di Norcia, preziosi tartufi, selvaggina, lenticchie di Castelluccio, minestra di farro, torta “sul testo”, spaghettoni fatti in casa che cambiano nome a seconda della provincia, per finire con gli gnocchi dolci con sugo di nocciole e cioccolato, e il superbo cioccolato di Perugia, con i famosi cioccolatini.

L’Umbria è terra d’eccellenza per la viticoltura perché le estensioni collinari, ben soleggiate, sono ricche d’acqua e hanno suoli argilloso-calcarei. Sono numerosi i vitigni autoctoni sia bianchi sia rossi: Grechetto di Todi, Trebbiano, Malvasia, Sagrantino, Sangiovese.