Qual è il miglior modello di crowdfunding?

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Qual è il miglior modello di crowdfunding? Generalmente, una campagna di finanziamento collettivo dal basso può essere istituita attraverso piattaforme web che promuovono le iniziative presso i propri utenti e consentono loro di investire importi anche minimi.

Il principale modello legale di riferimento è quello detto Finanziamento collettivo per prestito (Lending Crowdfunding), attraverso il quale persone fisiche e giuridiche possono decidere di prestarsi fondi reciprocamente, ad un tasso di interesse, più o meno alto, con il fine di realizzare un progetto. Questa modalità di prestito è definita anche “Peer to peer lending” (P2P). Esiste anche una forma di lending crowdfunding, definita “Invoice trading”, nella quale il prestito è garantito da fatture emesse da chi richiede i fondi.

Questo settore risulta più maturo rispetto ad altre tipologie di crowdfunding e in forte crescita.

Per comprendere qual è il miglior modello di crowdfunding è necessario analizzare tutte le variabili, inclusi i modelli ibridi di finanziamento collettivo, che prevedono una commistione tra più modalità. Gli ibridi hanno il pregio di lasciare maggiore libertà ai sostenitori e la possibilità al progettista di intercettare un maggior numero di donatori. Possono verificarsi casi in cui un sostenitore sia tanto coinvolto emotivamente da un progetto, da non essere interessato a una ricompensa concreta ma solamente alla sua riuscita; in questi casi si può sostenere il progetto tramite una donazione tout court (di importo più o meno consistente) senza ricevere alcuna ricompensa.

Ma allora qual è il miglior modello di crowdfunding? Il problema è che non basta scegliere il modello, perché oltre al tipo di campagna preferito, ogni piattaforma decide se adottare uno schema Keep-it-all (tieni tutto) oppure All-or-nothing (tutto o niente). L’opzione Tutto o niente prevede che solo al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta prefissato, i fondi donati vengano trasferiti al progettista e la relativa percentuale (success fee) venga corrisposta alla piattaforma. Con lo schema Tieni tutto, invece, il progettista incassa quanto raccolto anche qualora l’obiettivo non venga raggiunto. In questo caso, però, la percentuale corrisposta alla piattaforma è maggiore.

Dunque il miglior modello di crowdfunding varia sia in base al progettista che in base alla piattaforma scelta. Le piattaforme di finanziamento collettivo si possono distinguere in generaliste, che raccolgono progetti di ogni area di interesse, e verticali o tematiche, cioè specializzate in progetti di particolari settori. Il successo del finanziamento collettivo ha portato alla nascita di numerosi portali che fanno da intermediari tra chi propone progetti e chi li finanzia, come anche all’apertura di nuovi blog e siti che diffondono notizie e approfondimenti sull’argomento.

Dal punto di vista legale, in Italia, Consob ha emanato, nel giugno 2013, un regolamento che consente a chi ne abbia i requisti e previa autorizzazione dello stesso organo di vigilanza, di gestire piattaforme di Equity Crowdfunding. Tali piattaforme possono pubblicare le offerte di sottoscrizione dell’investimento, a condizione che gli offerenti rientrino in una delle seguenti categorie: start-up innovative, PMI innovative, OICR e società che investono prevalentemente in startup o PMI innovative.