Perugia che verrà: i Portieri di Quartiere a Fontivegge

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Foto di gruppo

“Non attraversare, usa il sottopasso!”.

Un vocione dall’altro lato della strada mi riporta dai miei pensieri alla realtà. È quello che mi successe a Porta Pesa, quando l’allora portiere del quartiere mi intimò di usare i l passaggio sotterraneo, che da poco era stato anche riqualificato in collaborazione con la vicina scuola elementare.

Ora son passati anni da quell’episodio e l’esperienza di quei primi Portieri di Quartiere sparsi per il centro si è conclusa, insieme al progetto Smec con cui erano nati. Ma oggi ne arriveranno di nuovi a Fontivegge, Bellocchio e Madonna Alta.

È quello di cui si è parlato lunedì 17 febbraio, alla presentazione presso Binario 5 del nuovo progetto di Comune di Perugia e Consorzio Auriga per Fontivegge, intervento contenuto nel “REGENERATION CENTER”, parte del più ampio progetto “Sicurezza e sviluppo per Fontivegge e Bellocchio” cofinanziato attraverso il “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluoghi di provincia” della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Un progetto di riqualificazione urbana, ma anche di interventi innovativi sul sociale e di animazione per quella che è la vita di questo quartiere”, come spiega il sindaco Andrea Romizi. Nel dettaglio, il progetto della durata di 22 mesi prevede fin da subito la presenza sul territorio di 3 Portieri di Quartiere “senior”, riconoscibili e identificabili da una divisa. Questi presidieranno il territorio, saranno disponibili per le associazioni e cittadini, promuovendo opportunità di socializzazione, incontri e attività di inclusione, soprattutto indirizzate a giovani e residenti. Potranno anche essere di supporto ai cittadini nelle piccole azioni quotidiane, con un’attenzione particolare per i soggetti più deboli, come bambini o anziani.

Un focus particolare poi è stato posto sul loro ruolo di garanti del decoro urbano e la riqualificazione degli spazi, da esercitare con delle iniziative aperte alla cittadinanza. I portieri poi saranno anche a disposizione, in determinati orari, di cittadini e turisti in tre chioschi di riferimento, la cui posizione è ancora da stabilire. La parte più interessante del progetto però è l’introduzione, per la primavera 2020, di 10 portieri “junior”, che saranno scelti tramite un bando pubblico aperto ai giovani dai 18 ai 35 anni. Per questi giovani sarà attivato un percorso di formazione mentre affiancheranno i 3 senior nelle loro attività in una sorta di tirocinio.

È su questa inclusione dei giovani che si è focalizzato il vicesindaco Tuteri, anche assessore alle Politiche giovanili, che spera che i futuri portieri junior possano diventare i protagonisti di una rinnovata vita del quartiere, e ridare un po’ di serenità agli abitanti con la loro freschezza e spontaneità. D’altronde afferma che “se continuiamo a contare le foglie secche che cadono, non riusciamo neanche a vedere i fiori che nascono”.

 

Alessandro Biti