Linda Chiodi, una derutese alla maratona di Pisa

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Linda Chiodi

Quasi tutti vogliamo sempre metterci alla prova con noi stessi e con gli altri, alla ricerca di
nuovi stimoli e nuove sfide da compiere. È questo il caso di Linda Chiodi,venticinquenne derutese dal 2017 entrata a far parte della Podistica Avis Deruta, che lo scorso 15 dicembre, insieme all’altro affiliato Francesco Possanzini, ha partecipato alla Marathon Pisa.

La Centilar Maratona di Pisa è una corsa di 42 chilometri e 195 metri giunta alla ventunesima edizione ed è stata l’ultima competizione internazionale in Italia del 2019 raccogliendo quasi 3mila iscritti provenienti da tutto il mondo. Anche la città della maiolica era presente con Francesco e Linda. Con grande tenacia, impegno e sacrificio si sono dati da fare e non hanno mai mollato fino all’ultimo metro. Noi del Magazine Umbria Giovani siamo andati a intervistare la giovane donna che ci ha raccontato la sua esperienza alla maratona dello scorso dicembre e non solo.

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Cosa ti ha spinto a iniziare a far parte della podistica tre anni fa?
“La passione per la corsa mi è stata trasmessa da mio papà essendo lui uno dei cinque
fondatori della podistica di Deruta. All’inizio era solo un correre per tenermi in forma, poi
successivamente mi sono lasciata coinvolgere dal presidente Gianluca Lamincia e da lì ho
iniziato a fare le mie prime gare”.

Per te è stata la prima maratona?
“Sì, è stata la mia prima maratona, anche se in passato ho partecipato ad alcune gare da
10mila metri e a tre mezze maratone con buoni risultati. Devo ammettere però che prendere parte alla maratona di Pisa è stata una delle emozioni più grandi e forti della mia vita”.

Parliamo della maratona dello scorso dicembre: come ci si prepara a livello di
allenamento a una corsa così importante?
“La preparazione è iniziata a fine settembre. Ci vogliono dodici settimane per prepararla al
meglio, con circa 700 chilometri di allenamenti. Devo ammettere che a differenza delle altre gare ho chiesto l’aiuto di un preparatore che mi programmasse al meglio tutti gli allenamenti per riuscire in questa impresa. È stato un aiuto non solo atletico ma anche e soprattutto morale, perché si corre si con le gambe ma anche e soprattutto con la testa e con il cuore”.

E a livello di alimentazione invece?
“L’alimentazione è soprattutto a base di carboidrati essendo benzina immediata per il nostro corpo ma non mi sono fatta mancare nulla, soprattutto Coca-Cola Zero (ride, ndr)”.

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Com’è andata la corsa? Sei soddisfatta? Che emozioni hai provato prima, durante e dopo?
“Per essere la prima maratona molto bene visto che l’ho chiusa sotto le quattro ore anche se a dir la verità il risultato personale non ha centrato le mie aspettative. Il caldo anomalo di quel giorno (quasi 20 gradi) non è stato di grandissimo aiuto, poi al quindicesim chilometro sono arrivati anche i crampi, per non parlare del vento contro sul
lungomare; insomma tutte variabili inaspettate. La maratona è così: in 42 chilometri può
accadere qualunque cosa.
Per quanto riguarda le emozioni invece ammetto che la sera prima non ho dormito per nulla
ed ero più emozionata del giorno dell’esame di maturità, ma arrivare al traguardo a fine corsa è stata una gioia incredibile che ha ripagato la mia fiducia. Ho pianto come una bambina quando ho visto i miei genitori al traguardo”.

Ed ora? Quali sono i tuoi obiettivi e progetti futuri?
“Al momento non ho grandissimi obiettivi, ancora devo riprendermi del tutto. Per i progetti
futuri vi dico che sto preparando la mezza maratona del lago Trasimeno a marzo prossimo.
La 21 chilometri è la mia corsa preferita visto che in quella specialità si può ottenere un
grande risultato senza troppa fatica”.

Cosa diresti a chi vuole iniziare a far parte della podistica?
“Sinceramente non so cosa direi a una persona che vuole iniziare a fare podistica. La corsa è uno sport strano,o lo ami o lo odi, e per migliorare e raggiungere dei bei risultati ci vuole
tanta costanza e soprattutto tanto sacrificio. Io da parte mia ho un motto: la fatica non è mai sprecata; soffri ma sogni. Perché arrivare al traguardo al di là del risultato è sempre una vittoria”.

Marco Schiavoni