L’enoteca nel cuore di Marsciano vecchia

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L’aria autunnale è pungente, secca, è una sconosciuta che scaccia via le giornate calde per insediarsi prepotentemente nelle nostre ossa. Un bel bicchiere di vino rosso può cambiare la nostra condizione. Può imporsi sul freddo e sull’angoscia della nuova stagione e se associamo anche un bel paesino dell’Umbria e un luogo confortante dove ristorarci otteniamo la giocosa struttura di una matrioska. I limiti climatici saranno solo una poetica cornice decameroniana. “Winter Is coming”, direbbe qualcuno.

Proviamo allora a pensare alla bambola più grande come una splendida Marsciano vecchia. Il borgo bagnato sia dal fiume Nestore che dal Tevere fu nel medioevo la salvezza per Gianpaolo Baglioni, rampollo dell’omonima famiglia, che riuscì a scappare dalla congiura architettata dai conti Oddi durante il matrimonio di Lavinia Colonna con Astorre Baglioni. Lo sfortunato matrimonio è meglio conosciuto come Le nozze rosse: la famiglia degli Oddi capeggiata da Carlo di Oddo architettò un piano per sterminare i Baglioni, loro nemici giurati. Il piano funzionò, ma Gianpaolo Baglioni riuscì a fuggire verso Marsciano, dove ebbe la possibilità di rifugiarsi e mettere a punto la sua vendetta contro l’avversario. Per intenderci, l’Umbria gli fa un baffo al Trono di Spade e anche i Baglioni, proprio come i Lannister, pagano sempre i loro debiti, infatti agli inizi del ‘500 i marscianesi ottennero come riconoscimento la cittadinanza perugina.

Oggi nel centro storico di Marsciano, in una piccola via vicino alla chiesa di San Giovanni Battista, troviamo la nostra bambola russa media, e no, non è una birra. Si tratta di una piccola enoteca, che la proprietaria Molli Todini ha deciso di chiamare enoteca Rosso di sera. La piccola struttura era prima una pasticceria, poi il solito luogo abbandonato che ha ripreso vita grazie ai giovani. Questo interessante progetto gastronomico, figlio delle vecchie taverne umbre, è uno spazio caloroso e rustico. Aperto dal primo giugno scorso, è una sfida volta a rivitalizzare un centro storico poco frequentato, ad assaporare l’essenza di questa terra e a proporsi come punto d’incontro per nuove e vecchie generazioni. La giovane imprenditrice parla della sua attività con grande passione e fermezza, è orgogliosa del duro lavoro portato a termine grazie alle sue chiare idee, alla professionalità e all’aiuto del suo staff. Lo staff è composto dalla sua famiglia, vera e figurativa, il suo compagno, sua sorella e un caro amico, tutti giovani ed esperti del settore, gentili e molto preparati. I posti a sedere non sono molti, è tutto raccolto e accogliente e ciò nonostante ci si muove in gran libertà, senza sentirsi oppressi dalle altre persone che siedono al tavolo vicino al tuo. Oltre a una selezione di cantine del posto, come il LumiLuna o il Bettalunga, possiamo assaporare dei piatti squisiti che variano di serata in serata e si accordano alla perfezione con ciò che si sceglie da bere. Un menù vario ed eventuale, nel senso che troviamo il Paradiso e oltre, dai tradizionali taglieri alla selezione di chianina, dal carpaccio di salmone ai fagotti di maiale con pancetta e zucchine, dalla vellutata di zucca alle tigelle con robiola e speck d’oca. Prelibati formaggi come il Barrique di erba cipollina e latte vaccino crudo, stagionato 60 giorni, oppure il Montecristo con latte di ovino crudo. Tutto mentre sorseggi un Cardissa 100% chardonnay, con cinque mesi di affinamento e altri 12 in bottiglia, proveniente dalla Cantina Morami sul Lago Trasimeno. Si, mi è tornata la fame e forse anche la sete.

L’enoteca non è fatta solo dei consueti rituali conviviali, ma anche di eventi come Homo Bibens, Homo Ridens, una serata dedicata interamente al vino, con degustazioni, musica e classici della letteratura e della tradizione popolare che hanno dedicato a questo argomento tutto il loro amore. Con questi eventi, l’enoteca cerca di interagire con associazioni e artisti locali, senza perdere di vista l’importanza di una collaborazione fra piccole realtà. Possiamo sorprenderci trovando sulle vecchie mura medievali mostre fotografiche o interessanti fumetti che narrano di come Ulisse riuscì a scappare dall’isola del gigante Polifemo, facendolo ubriacare con un buonissimo vino, nettare e ambrosia. Queste grafiche sono state gentilmente concesse dalla Biblioteca delle Nuvole di Perugia e sono state delle amiche perfette che hanno accompagnato un altro nucleo del territorio durante la serata dedicata al vino, l’associazione Sequenze frequenze, che “nasce dalla volontà di promuovere l’arte e la cultura, ponendo particolare attenzione al cinema”.

La matrioska più piccola ovviamente siamo noi. Noi intorno a questo banchetto, accanto alla poesia, alla musica e ai compagni della serata, che condividono tutti o quasi lo stesso stato d’animo, gioiosi fra le chiacchere e l’inebriamento dovuto al nettare degli dei. Come urlò al suo servitore Re Robert, uno dei protagonisti del Trono di Spade: “Non c’è più vino”. Fortunatamente all’enoteca Rosso di sera il nostro buon vecchio vino non mancherà mai.

Testo di Federica Magro
Foto di Valentina Mastrini