L’editoria indipendente nel giardino dell’Edicola 518: Vincenzo Sparagna e Marcello Baraghini

241

Nel piccolo giardino dell’Eden, ai piedi della fontana vicina alle scale di Sant’Ercolano, Edicola 518 respira ancora e fornisce ossigeno e carta ai divoratori di cultura. Sotto l’aria fresca degli alberi ci si riunisce per ascoltare oratori che se fossero accompagnati da Lira ci riporterebbero a tempi socratici, non che Socrate diffondesse la sua filosofia con la musica in sottofondo, ma l’arpeggio dà una vaga idea della Grecia e dei suoi frutti più dolci.

Dunque nella comunità che resiste e ascolta, personaggi come Goffredo Fofi e Piergiorgio Giacchè insegnano la disobbedienza civile, Vincenzo Sparangna e Marcello Baraghini offrono testimonianze di lotta tramite l’editoria e nel prossimo appuntamento Bruno Corà ci guiderà nel mondo dell’arte contemporanea.

L’ultimo ritrovo è stato quello con Vincenzo Sparagna e Marcello Baraghini, editori indipendenti, figli degli anni ‘70 e di quel movimento sovversivo che ha faticato e sofferto per ottenere diritti civili come il divorzio e l’aborto.

La carta è l’arma da loro usata per fendere coscienze e portare avanti battaglie che spesso e volentieri finivano come nel Monopoli, se peschi una denuncia finisci dritto in prigione senza passare dal via. Loro, poco giovani nel corpo molto nella mente, hanno regalato al pubblico i loro ricordi e presentato il libro Yes Yes Yes: Revolutionary Press in Italy  che Baraghini teneva sempre in mano come lo stendardo di una guerra.

Marcello Baraghini, classe ‘43, ha un portamento che infiamma, è vivace, iconico e pronto ad avvalorare la bellezza dell’indipendenza editoriale. La Toscana, dopo anni di militanza politica accanto a Marco Pannella, diventa la sua terra d’adozione ed è proprio qui che si trova la sua casa editrice Stampa Alternativa. Le pubblicazioni rappresentano in pieno il suo essere curioso e per niente timoroso, ogni argomento è valido e i libri, come spesso dice, devono esser fatti con il sangue ed essere accessibili a tutti, difatti fu proprio lui a creare la collana Millelire, piccoli opuscoli che nel corso degli anni Novanta hanno riscosso un grande successo.

L’editore da marciapiede, come lui stesso si definisce, è anche un libraio con sede a Pitigliano dove organizza annualmente il Festival internazionale di letteratura indipendente con la peculiare partecipazione di scrittori analfabeti.

La stessa fiamma di Marcello brucia nell’anima di Vincenzo Sparagna, un Babbo Natale che dona, da molto tempo ormai, parole e immagini colme di una forte libertà ribelle che lo ha portato a fondare la rivista “Frigidaire” di cui ancora oggi è direttore. La rivista rappresenta, per i più nostalgici, il manifesto di un’epoca in cui le generazioni lottavano per cambiare l’ordine precostituito, una generazione che ci credeva e forse ci crede ancora. Il bisogno di voler rendere la comunicazione sincera, istruttiva e priva di qualsivoglia ostacolo, ha reso la rivista una delle più importanti nel panorama underground italiano e non solo. Illustrazioni, disegni, poesie, filosofia, musica e tutto ciò che di magnifico può esistere su carta, si poteva e si può trovare su “Frigidaire”, che ha visto fra le sue fila personaggi di spicco come Andrea Pazienza e Stefano Tamburini.

Lo stile innovativo della rivista compare al pubblico per la prima volta nel 1980 e nonostante i momenti di stallo il mensile viene pubblicato ancora oggi in formato digitale e cartaceo.

Esiste in Umbria, precisamente a Giano dell’Umbria, una repubblica fondata su “Frigidaire”, la meravigliosa terra di Frigolandia. Una dimora, una casa editrice, un ritrovo intellettuale, una città immaginaria fondata nel 2005 da Sparagna, che partito da Napoli, arrivato a Roma, ha deciso di spostare il suo lavoro, che è anche la sua casa, sulle colline umbre. Professori, studiosi e appassionati di tutto il mondo vengono in visita per poter passare le giornate a contatto con la storia innovativa che ha travalicato le logiche dell’informazione classica, un approccio estremamente innovativo per tempi passati ma anche per quelli odierni.

Questo luogo, sempre aperto al pubblico, oggi rischia la chiusura e lo sgombero per un contenzioso aperto col Comune di Giano, che ne detiene la proprietà. Difatti è stata creata una petizione per evitare l’enorme perdita del patrimonio di Frigolandia.

Nel giardino dell’Eden, vicino le scale di Sant’Ercolano, Sparagna come benedetto dalle gocce della rivoluzione viene bagnato dallo zampillare della fontana, Baraghini osserva i giovani intorno a lui con aria soddisfatta. Tutti e due non sapevano e non sanno dove porterà la loro editoria ma, come hanno prontamente affermato, il loro è un modo per gettare semi che camminano nella mente di tutti noi.

Testo di Federica Magro

Foto di Alberto Brizioli