La sostenibilità culturale di “Trascendanza”

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“Una ‘danza’ collettiva di saperi, idee, pratiche e discipline che potesse dare vita a esperienze capaci di trascendere la dimensione ordinaria”.
Questa la spiegazione dietro al nome di Trascendanza, un collettivo artistico attivo che da ormai da due anni organizza incontri, performance e installazioni a Perugia e in Umbria. L’associazione riunisce personalità e competenze molto eterogenee, la quali hanno costituito – e caratterizzano ancora oggi – la natura polifonica e in continua riconfigurazione del progetto, che viene a costituirsi ufficialmente nell’agosto 2019 e fa la sua uscita pubblica nel marzo 2020. Da allora, nonostante le pause forzate dei vari lockdown (durante i quali il collettivo è comunque rimasto attivo e ha al tempo stesso sfruttato i momenti per riflettere e rielaborarsi: a detta di Andrea Bistarelli, presidente dell’associazione, “il lockdown ha significato anche Trascendanza, pian piano nel tempo attraverso il limite abbiamo capito in quante forme potevamo esprimerci e quanto ha affinato la mission come la conosciamo oggi”) sono stati realizzati diversi appuntamenti, tra cui il festival di musica elettronica sperimentale Le Sabbat, svoltosi al Parco Sant’Angelo, la mostra Guerriglia Semiologica, nata inizialmente come esposizione online durante il secondo lockdown e proseguita poi come esposizione fisica, e vari altri eventi minori.

L’origine del nome è si è col tempo consolidata come una vera e propria mission del progetto, che a partire da Guerriglia Semiologica ha introdotto anche elementi di divulgazione di ambito socio-antropologico, dandosi come obiettivo quello di raggiungere una “sostenibilità sociale, culturale e ambientale”, che secondo Alessio Giovagnoni, uno dei membri del collettivo, presuppone “distribuire il capitale sociale e culturale, quindi attraverso la creazione e la promozione di eventi, di situazioni artistiche e di dibattiti culturali a dei prezzi che sono stati sempre contenuti, se non proprio gratuiti, e avere la possibilità di divulgare il sapere e di coinvolgere la cittadinanza intorno a dibattiti nuovi e realtà artistiche inedite”. Molte delle attività sono state realizzate in spazi in stato di incuria e poco fruiti dalla cittadinanza, come il già citato Parco Sant’Angelo, e cercando di mantenere dei costi che fossero accessibili per chiunque.
La “parte ambientale” di questo obiettivo poi acquisisce un duplice significato: oltre all’opera di divulgazione e sensibilizzazione di certe tematiche, fatta anche attraverso la collaborazione con l’associazione Archeologia Arborea, c’è anche la volontà di rendere gli appuntamenti stessi a impatto zero, cercando di minimizzare le possibili conseguenze negative che attività di questa portata potrebbero avere su aree verdi urbane ed extraurbane.

Un progetto che, quindi, risulta difficile da classificare per la sua già citata costante evoluzione, e che può essere riassunto forse solo dalle parole dei suoi membri: “Sono fondanti del nostro collettivo la sperimentazione, l’ibridazione e la divulgazione del pensiero critico, per tentare di stimolare nuove riflessioni e creare scenari alternativi a quelli canonici. La necessità che sentivamo crediamo essere proprio questa: creare un terreno dove poter sperimentare insieme nuovi modi e nuovi mondi, per poi condividerli sotto forma di eventi e progetti”.

Leonardo Colaiacovo