La giovane alchimista della kombucha

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Nella piccola frazione di Ponte Felcino, a Perugia, c’è un laboratorio dove si svolge una magia quotidiana. Una magia che trasforma il tè, lo zucchero e una coltura simbiotica di batteri e lieviti in una bevanda frizzante e salutare, la kombucha. Questa magia ha un nome e un volto, quelli di Caterina Lazzaroli, una giovane imprenditrice perugina che ha fatto della sua passione per la kombucha la sua attività principale.
“La mia prima kombucha l’ho provata nel 2019 in America, nel Montana – racconta Lazzaroli – in una distilleria vicino a una kombucheria. Da lì è nato il mio interesse per questa bevanda che ho approfondito durante il corso di industria delle bevande fermentate all’università”.

In Italia la kombucha non è molto conosciuta, nel resto del mondo invece sta occupando una buona fetta di mercato grazie alle tante proprietà benefiche e al suo gusto frizzantino. Per imparare a fare un buon infuso Caterina è andata in Belgio dove ha lavorato in un birrificio che produceva solo kombucha. Lì ha potuto sperimentare diverse ricette e ingredienti e, partendo come semplice operaia, ha poi creato una kombucha di alta qualità e dal gusto piacevole, scoprendo così la sua vocazione.

Visti i buoni risultati ha deciso di avviare la sua attività trovando il posto ideale proprio a Ponte Felcino, luogo d’origine di Lazzaroli, e con il suo socio e alleato Luigi Daidone, ricercatore all’Università di Perugia, ha dato vita alla start up. Insieme hanno creato un laboratorio artigianale dove Caterina si dedica con amore e cura a tutte le fasi della produzione della sua kombucha. Ogni singola bottiglia contiene l’essenza della sua creatrice, la passione per una bevanda che fa bene all’anima e al corpo e che ha reso Lazzaroni una giovane alchimista.
Caterina ha messo in spalla il suo zaino colmo di bottiglie di Kombucha ed è andata a far provare la bevanda ai commerciati di Perugia che l’hanno accolta a braccia aperte decidendo di far da vetrina al prodotto.

Non sono mancati i problemi nell’avviare e nel mandare avanti un progetto così grande, ma la tenacia incredibile di Caterina, la passione per una bevanda che fa bene ed è anche buona la portano a combattere ogni giorno per quello in cui crede, inoltre al consumatore finale il prodotto piace molto e l’alchimista sta già preparando nuovi gusti, sempre e rigorosamente naturali.

“Da Perugia, il mio progetto si è espanso in altre città italiane, come Milano, Firenze, Arezzo, Parma e Palermo. Il mio obiettivo futuro è di crescere ancora di più e di far conoscere la kombucha a più persone possibili perché per me questo progetto è una riscoperta di valori umani dell’unione e della condivisione”, ha sottolineato Caterina.

Prima di ogni battaglia, i celti bevevano birra o idromele, due bevande fermentate che li rendevano più forti e coraggiosi. Affrontavano i nemici con ferocia e spesso li sconfiggevano. Oggi, fra i nemici c’è sicuramente la cattiva alimentazione e gli ossidanti che danneggiano la salute. Per combatterli, possiamo ispirarci ai celti e bere una buona kombucha, ricca di probiotici e antiossidanti che rafforzano il sistema immunitario e aiutano certamente a combattere quelle piccole battaglie quotidiane che molto spesso sembrano invisibili.

 

Di Federica Magro