La giornata particolare del Liceo Artistico Metelli

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Martedì 27 settembre, l’aria è ancora calda e la scuola a Terni, come in altre regioni d’Italia, è iniziata da poco. Il Liceo artistico Orneore Metelli, fucina dei giovani artisti della città, dà il via al nuovo anno proiettando il cortometraggio animato Una giornata particolare. Sopravvivere agli zombie, è questo il passato che sa di futuro, descritto dai giovani di quinta durante il laboratorio grafico, alla fine dello scorso anno scolastico, che ha permesso loro di creare l’animazione. Nella grande sala del Centro MultiMediale di Terni, studenti, insegnanti e collaboratori esterni sono visibilmente emozionati, su tutti la professoressa Rosita Rossi, curatrice dell’intero progetto, che sottolinea l’importanza di condividere un lavoro di gruppo, per conoscersi e riconoscersi dopo la normalità interrotta dalla pandemia. 

Questi studenti, come tanti altri della loro età, hanno passato due anni in una condizione di solitudine che nessun adolescente meriterebbe, una storia che a raccontarla ora non sembra avvenuta nel passato, ma in un futuro distopico, proprio come quello che il cortometraggio ci propone: un’epoca dove per sfuggire agli zombie bisogna rimanere in casa e uscire solo per procurarsi del cibo. Un mondo che fa a meno della collettività in strade di una città che non riconosciamo, ma che ha le sembianze della famosa serie televisiva The Walking Dead. La salvezza e la speranza emergono solo quando si incontrano persone con le quali è possibile creare una nuova comunità. 

L’intero lavoro racchiude in sé una moltitudine di mondi e di soggetti cooperanti fra loro, alla scuola si unisce la collaborazione di esponenti dell’associazione Il Pettirosso e il Servizio di Neuropsichiatria dell’Adolescenza della Asl 2 dell’Umbria, presenti in questa giornata nella quale, oltre alla visione del cortometraggio, si è discusso del percorso fatto insieme ai più giovani e delle diverse competenze da loro acquisite. 

I protagonisti indiscussi dell’evento sono però rimasti loro, gli studenti, che con la supervisione di Giacinto Compagnone, giovane esperto di animazione, sono riusciti a esprimere le paure attraverso l’arte, il disegno e la scrittura. Come racconta Emma Sabatini, studentessa che ha partecipato al lavoro, si sono divertiti molto nella realizzazione dell’animatic, ma è stato anche faticoso per via delle interrogazioni alla fine dell’anno scolastico.

Nonostante il periodo stancante, i ragazzi sono riusciti a ricordare le giornate trascorse durante la pandemia e le hanno cristallizzate, e al tempo stesso animate, con il tratto della matita e con quello della penna. Attraverso il loro modo di esprimersi sono diventati supereroi, in un mondo dove per sopravvivere bisogna scappare dagli zombie. 

Federica Magro