La ceramica derutese prova a ripartire dopo il lockdown

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Siamo entrati da circa tre settimane nella fase 2 con tante aziende pronte a ripartire, anche se, come prevedibile, con non poche difficoltà. La produzione e il commercio a Deruta si basano soprattutto sulla ceramica e dal 4 maggio fabbriche e negozi hanno riaperto dopo quasi due mesi di lockdown. Per rilanciare questo settore che era già in difficoltà prima del Coronavirus lo scorso 7 maggio in videoconferenza è nata la task force composta dai sindaci di Gualdo Tadino, Orvieto, Gubbio e ovviamente Deruta, dalle associazioni La Strada della Ceramica e Aicc  e da quelle  di categoria Cna Umbria, Confartigianato Imprese Perugia, Casartigiani e Confcommercio Umbria. L’obiettivo è senza dubbio quello di valorizzare, promuovere e affermare sui mercati interni ed esterni questo enorme patrimonio regionale, come testimoniano durante la videoconferenza il sindaco di Deruta Michele Toniaccini e l’assessore al turismo della Regione Umbria Paola Agabiti.

“I territori umbri dell’Associazione Italiana Città della Ceramica vogliono ripartire dall’eccellenza locale per riattivare il motore dell’economia, frenato, in questi ultimi due mesi dal Covid-19. Vogliamo una ripartenza in sicurezza sia per i nostri cittadini, sia per i lavoratori, ma anche per i turisti che un domani torneranno ad ammirare le nostre bellezze. Questa associazione è la prima in Umbria nata dalla volontà di amministratori locali che si sono uniti con l’obiettivo di incentivare nuove forme di turismo, valorizzando la storia, la cultura, l’arte e il tessuto artigianale della nostra regione ”, dice il sindaco derutese.

Nella costruzione di questo progetto non mancherà mai il sostegno della Regione. Abbiamo individuato delle risorse importanti per i Comuni che finanzieranno progetti di sviluppo turistico e favoriranno processi di crescita economica e sociale nei territori. La ceramica è un patrimonio culturale che va valorizzato e rafforzato anche con quei soggetti che possono fungere da stimolo per attrarre visitatori e recarsi nei nostri luoghi, facendo esperienza nei laboratori artigianali”, rassicura l’assessore regionale.

Noi del Magazine Umbria Giovani, invece, abbiamo intervistato alcune fabbriche derutesi che ci hanno raccontato difficoltà avute in questo periodo, cambiamenti nella produzione e nel commercio e come vedono il futuro della ceramica.

“Siamo molto contenti di aver riaperto il 4 maggio dopo quasi due mesi in cui siamo rimasti chiusi anche perché con il turismo fermo molti dei nostri clienti e rivenditori non avevano la possibilità di ritirare la merce ordinata. Il nostro commercio si basa soprattutto sull‘esportazione dei nostri prodotti fuori regione e non solo, visto che, oltre a clienti privati che vengono in negozio, riforniamo aziende che si trovano in località turistiche come la costiera amalfitana, la Toscana, la Puglia e abbiamo clienti anche negli Stati Uniti. Purtroppo il Covid-19 quest’anno ci ha veramente tagliato le gambe in quanto abbiamo dovuto chiudere proprio nel momento in cui sarebbe ripartita la stagione turistica (Pasqua, 25 aprile, 1 Maggio)”, ci dicono Valentina Segoloni e suo fratello Nicola che hanno un negozio di ceramica a Pontenuovo di Deruta.

“Se ci chiedessero come vediamo questo settore nel futuro vi dico senz’altro tutt’altro che roseo, perché se non riparte il turismo, soprattutto quello estero, sarà difficile andare avanti non vendendo un bene di prima necessità. Dobbiamo ammettere che anche prima dell’arrivo di questa pandemia le cose non andavano molto meglio; non ci sono più turisti che vengono direttamente a Deruta e spero solo che, finita questa emergenza, ci sia un progetto per rilanciare questo settore e la nostra città con l’obiettivo di far tornare turisti italiani e non solo a visitare questo bellissimo paese”, continuano sempre Valentina e Nicola. 

Fratelli Segoloni al lavoro

Alla fabbrica Ceramiche Torretti hanno riaperto invece il 18 maggio dopo 2 mesi e mezzo in cui sono rimasti chiusi e anche loro sono molto preoccupati per il futuro della ceramica derutese. 

Stiamo vivendo un periodo di grande preoccupazione per la salute e per l’economia. Noi, purtroppo, abbiamo perso l’intera stagione 2020 di gruppi scolastici che accogliamo per laboratori didattici di ceramica. La nostra speranza è stata alimentata dai nostri cari clienti, fidelizzati e nuovi, che ci hanno sostenuto continuando a fare acquisti online dal nostro sito. In questi primi giorni di riapertura siamo stati molto cauti ma felici di aver potuto riaccogliere i nostri clienti ovviamente in sicurezza e nel rispetto delle norme dettate dal protocollo Covid. Ci auguriamo che tutto possa andare per il meglio, siamo pronti per riempire le case dei nostri clienti di colore e articoli fatti a mano con passione”.

Piatto logo rappresentativo Ceramiche Torretti

Un’altra azienda di ceramica che abbiamo intervistato e che ci ha raccontato come ha passato e superato il lockdown è Ceramiche Fratelli Contardi.

“Noi siamo un gruppo di lavoro composto da 5 persone e a scopo precauzionale appena appreso che eravamo entrati nella fase 1 abbiamo interrotto la produzione per due settimane, poi abbiamo lasciato chiuso alla clientela il punto vendita e l’esposizione riaprendo solo il laboratorio. Dal 18 maggio abbiamo riaperto anche la nostra fabbrica e il negozio (come da disposizioni del d.p.c.m) prendendo ovviamente tutte le precauzioni necessarie e installando pannelli in plexiglass dove viene eseguita una certa lavorazione a più stretto contatto”. 

Anche loro hanno notato un rallentamento drastico nel turismo derutese come ci sottolinea Nicola Contardi: “È da tempo che purtroppo non abbiamo un vero e proprio movimento turistico a Deruta in grado di poter dare un vero sostentamento alle aziende che lavorano nel settore della ceramica artistica e di conseguenza ai vari locali, ristoranti e negozi. Il coronavirus non ha fatto altro che rallentare ancora di più il turismo, ma gran parte delle aziende locali, come la nostra, si erano già dedicate da tempo all’esportazione dei propri manufatti in zone d’Italia dove il turismo è assai più florido, anche all’estero. Per quanto riguarda il futuro, malgrado le tante difficoltà, dovremo riuscire a resistere e a farci trovare pronti, con nuove idee, nuovi modi di accogliere il turista senza mai tralasciare, ovviamente, la nostra grande tradizione che ci distingue da altre zone del Paese dove si creano oggetti d’arte in ceramica. Faccio il tifo per la nostra Deruta e per la nostra professione! Abbiamo tra le mani un’arte e un territorio dal valore inestimabile”.

Lampade Ceramiche Fratelli Contardi

 

 

 

 

 

Marco Schiavoni