La biblioteca è un posto per tutti, anche per i giovani

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Le biblioteche sono in costante cambiamento ed evoluzione. Questo bisogno di adattamento è necessario in un mondo in cui la popolazione si trasforma più velocemente che mai. Negli ultimi dieci anni le biblioteche hanno assistito allo sviluppo degli e-book, delle riviste e dei giornali on-line e dei film da scaricare. Hanno dovuto affrontare il fatto che premendo un solo tasto con il cellulare Internet trova delle soluzioni ai dubbi che una volta si doveva cercare di risolvere nell’enciclopedia, fornisce numerosi dizionari e, sostituendosi a una guida turistica cartacea, propone un’abbondante lista di posti da conoscere.

A Perugia il sistema bibliotecario è composto da sei biblioteche comunali molto diverse fra di loro che formano una rete culturale che connette tutte le aree urbane della città. Ognuna di loro possiede delle caratteristiche particolari legate al quartiere in cui si trova. Ci sono biblioteche di pubblica lettura come Biblionet, Sandro Penna o Villa Urbani. Ci sono biblioteche storiche come l’Augusta, una delle biblioteche pubbliche italiane più antiche. Poi ci sono biblioteche specializzate, con delle collezioni uniche, come San Matteo degli Armeni, e biblioteche itineranti come il Bibliobus, un camper che porta la lettura nei quartieri perugini più difficili da raggiungere.

Ma tutte queste biblioteche hanno lo stesso problema: i giovani non ci vanno più. L’utenza che le frequenta è ampia e variabile, dai più piccoli ai più anziani, ma presenta sempre “un’area vuota” in corrispondenza della popolazione giovanile. Sembra che questi spazi comuni a disposizione di tutti dove si può leggere e condividere del tempo non interessino più ai ragazzi.

Sono numerose le modifiche che le biblioteche hanno fatto per potersi adattare ai tempi. Non sono più solamente dei posti dove gli utenti vanno a cercare dei libri per prenderli in prestito. Questa funzione non è più sufficiente. Perciò si sono impegnate a trasformarsi in spazi sociali dove le persone si incontrano e trovano un posto sicuro dove poter svolgere attività culturali che non sempre riguardano direttamente la lettura. Ma queste novità non sembrano così attraenti per i ragazzi di oggi. Manca ancora qualcosa. Alcuni accusano i giovani di carenza d’interesse per la cultura, altri ribattono che gli adolescenti in realtà sono interessati al sapere ma sono il Sistema e il mondo globalizzato che vogliono togliergli questa curiosità perché così, quando diventeranno adulti, saranno più facili da governare.

L’approccio delle biblioteche è chiaramente cambiato ma ci sono aspetti che tuttora si conservano, come ad esempio l’idea che la biblioteca è un luogo di scambio, di condivisione, di arricchimento. In biblioteca si trovano persone di tutte le condizioni sociali ed economiche, di tutti i Paesi e culture. Le attività che si sviluppano sono sempre gratuite e più variegate possibili, in modo da poter accogliere un pubblico diverso.
Le biblioteche stanno vivendo in maniera particolare l’era digitale. Stanno provando ad aggiornarsi, a creare qualcosa di nuovo mantenendo la loro essenza. Però ancora devono fare degli aggiustamenti per poter agganciare i più giovani. La biblioteca è anche loro, ma se ne sono dimenticati.

di Andrea Muñoz Guerra