Il metodo Montessori: il bambino al centro

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Maria Montessori

In occasione dei 150 anni dalla nascita di Maria Montessori, sabato 1 febbraio a Spoleto si è svolta una giornata di formazione e di riflessione, organizzata dal Comune in collaborazione con la cooperativa Il Cerchio. Nella mattinata la proiezione del film Il bambino è il maestro di Alexandre Mourot ha dato uno spunto in più al dibattito che ha avuto luogo nel pomeriggio alla Sala Frau con l’intervento di Sylvia Dorantes Perez e Luana Gigliarelli, educatrici del Montessori Training Center di Perugia, che hanno approfondito il valore e la funzione dell’ambiente e dei materiali presenti in una Casa dei Bambini e l’importanza di porre il bambino al centro dell’educazione.

Montessori – Seminario Spoleto

Il vice sindaco Beatrice Montioni, nel suo saluto introduttivo seguito da quello della presidente della cooperativa il Cerchio Serenella Banconi, aveva annunciato l’apertura di una scuola montessoriana con due sezioni (0-3 e 3-6 anni) a Spoleto. 

Maria Montessori è stata citata almeno qualche volta durante il nostro percorso scolastico, ma dalla mia esperienza posso affermare che sono state sempre citazioni en passant senza soffermarsi troppo sulle sue ricerche e sulle sue scoperte. Fondatrice di un metodo educativo rivoluzionario e che da molti è sottovalutato o non considerato, è stata educatrice, scienziata, pedagogista, filosofa e neuropsichiatra infantile. Nata a Chiaravalle, in provincia di Ancona, ma sempre legata all’Umbria, ha scritto il suo primo libro Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case dei bambini nel 1909 a Città di Castello. Uno dei motivi della presenza della maggior parte delle scuole montessoriane italiane in Umbria e nelle Marche sarebbe proprio il suo sguardo di affetto verso queste regioni. In Italia esistono 138 scuole montessoriane, di cui 68% materne, 19% elementari, 13% nidi. Pochissime le scuole medie e superiori, che si trovano solo a Perugia e Roma.

La Casa dei Bambini è un ambiente scientifico organizzato dagli educatori con materiali ad hoc per aiutare il bambino a fare da solo e divenire autonomo. Un luogo di collaborazione, socializzazione e rispetto che il bambino sente come casa propria in cui può crescere e esplorare il mondo, dando risposta ai suoi numerosi perché che gli permettono di conoscere la realtà. In questo ambiente l’educatore fa un passo indietro, come se guardasse da uno spioncino, intervenendo solo nel momento del bisogno.

Maria Montessori

L’educatore ha il compito di fornire gli strumenti che il bambino può usare in condivisione con gli altri bambini, imparando da ciò ad aspettare e rispettare gli altri. L’impegno dell’educatore (sia insegnante sia genitore) è di curare con gioia un bambino sin dal momento della nascita, interrogandosi su chi il bambino stesso sia. Chi è Giacomo? Chi è Luca? Chi è Federica? Con questa semplice domanda si aiuta il bambino ad assumere consapevolezza di sé e la maestra va ad assumere tanti ruoli, consigliando anche i genitori su come procedere nell’iter educativo del figlio. Il metodo educativo Montessori è un’alternativa al metodo standard in cui si presuppone che un buon maestro/educatore abbia il dovere di insegnare al bambino delle competenze. In realtà le competenze non sono poi così tanto necessarie se non si riesce a socializzare, condividere e rispettare l’altro. L’autonomia del bambino è graduale e condizionata dalla libera scelta, così come graduale è l’acquisizione della conoscenza. Al piccolo vengono offerte delle linee guida che è invitato a rispettare. Ciò lo aiuta a formarsi e a costruirsi una conoscenza del mondo e di sé personale. 

 

Valentina Proietti