Il fiabesco mondo di Drindri: video per i più piccoli

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Una parlantina veloce e sicura, precisa. E un raccontarmi diretto e genuino, chiaro.
Mi è arrivata così Ingrid Monacelli, chiacchierando al telefono, ma ancora prima vedendo i suoi video dove condivideva la sua passione: il teatro per bambini.

Anche lei, attraverso il personaggio di Drindri, ha deciso di dare il suo contributo in questo momento di emergenza per tutti. Lo fa attraverso racconti interattivi postati sulla sua pagina Facebook e sul suo canale YouTube, appositamente creati per facilitare la comunicazione. È proprio della comunicazione che ha fatto il suo punto di forza e il suo lavoro: doppiatrice, attrice e poi insegnante di teatro, un percorso che le ha fatto scoprire poi un’altra passione: l’amore per i più piccoli.

I suoi video creano veri appuntamenti: ogni giorno alle 17 esce un nuovo racconto che a che fare con pesciolini, scoiattoli e altri animaletti. Nei vari titoli c’è sempre un #hashtag con cui si riconosce già da subito la storia che andrà a trattare: favole o filastrocche di Gianni Rodari, altre famose tratte dal Web, racconti scritti proprio da lei, o ancora… inventati direttamente da bambini. Sì, perché una caratteristica della sua iniziativa è dare spazio anche a coloro che la seguono e partecipano attivamente, inviandole – tramite gruppi WhatsApp dei genitori – audio o disegni che suggeriscono finali diversi delle storie da lei raccontate o racconti ex novo da cui lei poi prende spunto.
“Io provo un pochino a reimpastarle, ma senza trasformale troppo. Mi piace che rimanga il ritmo che hanno dato loro alla storia. Magari aggiusto qualche verbo… (ride, ndr) però le lascio veraci, vere”.

 

Ai tempi di Disney Plus e dei vari canali streaming di intrattenimento, dove il bambino diventa spettatore e recepisce le storie in forma passiva, Ingrid offre un intrattenimento diverso, coinvolgendolo e rendendolo protagonista e unico attore.
Secondo voi come va a finire la storia? Disegnate voi! Prendiamo i colori e sporchiamoci insieme! Provate a raccontare ai genitori ciò che avete ascoltato. Stimolarli attivamente è il fulcro pedagogico del mio progetto”.

Qual è la differenza tra i tuoi video e il resto che si trova in giro?
“È la mia maccheronicità. Se ci fate caso, lo sfondo dei miei video è la cucina di casa, utilizzo arnesi domestici durante il racconto e io spesso mi mostro in tuta. Vorrei che quando i bambini mi vedono dal computer pensassero di avermi lì con loro. È come se entrassi in casa loro in maniera casalinga. È stata proprio una scelta dal punto di vista comunicativo: mi piace che si veda che tutto è artigianale, perché questo stimola i bambini a rifarlo”.

Ingrid insegna presso la sua compagnia teatrale Back to Back Theatre Lab, ma è anche docente esterna presso alcune elementari del Perugino. Sono stati proprio ‘i suoi bambini’ che le hanno dato lo spunto per questo progetto. Inizialmente per rimanere in contatto con loro inviava i suoi video ai genitori con disegni animati e imitazioni, poi la voce ha iniziato a spargersi e i video ad essere condivisi in altri gruppi e richiesti quotidianamente. Da qui l’idea di aprirsi un canale tutto suo e da qui l’idea dell’appuntamento fisso.

Ammette che tutto ciò la sta aiutando molto. “Preparare le storie, truccarmi e entrare nella parte sta creando una routine quotidiana che ormai scandisce il mio tempo. È importante per loro, ma lo è a

nche per me: è diventato come l’andare in scena tutti i giorni, e dato che per il momento non è possibile farlo, agisco così, in sicurezza e a distanza”.

Un’ultima curiosità: come mai il nome Drindri?
“Mi è stato dato dal figlio di una mia amica: un giorno ha iniziato a chiamarmi zia Drindri e da lì quello è diventato il nome con cui mi presento: la maestra Drindri. I bambini lo amano, quando sentono un nome così buffo entrano subito nella magia del teatro e della finzione”.

Arianna Sorrentino