Gli auguri dalle stelle del Pavone

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Quante volte ci è capitato di arrivare al giorno di Natale con l’acqua alla gola? Ritrovarsi all’ultimo minuto per comprare tutti i regali perché tanto “quel che è rimasto, prendo”, fare la spesa frettolosamente per il pranzo così atteso perché tanto “i parenti si accontenteranno”, decorare la casa con luci e oggettini vari perché tanto “solo così si sente l’aria natalizia”. Si arriva con un ritmo altissimo di stress per poi non riuscire a godersi la semplicità e la bellezza di questo giorno. Troppo spesso si fanno i conti con portafogli, tavole abbondanti e accessori inutili. Poco spesso, con la spensieratezza con cui si dovrebbe vivere il periodo prenatalizio.

A ricordarmi tutto ciò, quest’anno, sono stati dei ragazzi disabili, che per augurare un buon Natale hanno deciso di mostrare la loro purezza e ingenuità con uno spettacolo teatrale e dei lavoretti manuali fatti proprio da loro, messi in vendita a fine esibizione. Erano mesi che si preparavano al pomeriggio del 14 dicembre, che li ha visti protagonisti presso la struttura che li accoglie, il centro diurno Il Pavone della comunità di Capodarco dell’Umbria.

Da ottobre i ragazzi, in base alle loro capacità e propensioni, erano stati divisi in tre gruppi, corrispondenti ai tre laboratori: legno, carta e cucito. Ognuno con un compito diverso assegnato, chi con più o meno difficoltà, ma tutti entusiasti (vedere foto per credere!).

Peppone (Giuseppe, chiamato affettuosamente così per la stazza che non passa esattamente inosservata) mi spiega con tanto orgoglio che l’alberello di legno che stavo per comprare l’aveva realizzato proprio lui, con della carta vetrata utilizzata per levigare il legno.

È proprio a partire da questi laboratori che si è sviluppato il tema dello spettacolo teatrale, scelto insieme a Andrea Lombardi, l’operatore sociale esterno che si è occupato della recitazione e che già da due anni conosce i ragazzi con cui ha avuto modo di lavorare insieme. Dalle varie idee, è nato Le stelle del Pavone, uno spettacolo itinerante all’interno della struttura, che racconta la storia di un abete speciale, unico per la sua stessa natura, e reso tale anche grazie alle mani che lo hanno accolto, lo hanno ospitato e lo hanno impreziosito.

Sono stata accolta all’ingresso da loro, i venti attori, che impazienti sulla porta aspettavano l’arrivo di familiari e amici. Visibilmente emozionati, qualcuno pensava già al 25 Dicembre, “tra poco è Natale, bisogna essere felici”, qualcun’altro invece non vedeva l’ora di recitare, “ora inizia il nostro spettacolo”. Denominatore comune nei loro volti: la felicità trasmessa attraverso i sorrisi (e per qualcuno anche qualche lacrima!). Erano allegri, ma non di quella allegria posticcia a denti sgranati, era proprio gioia. Un prima segnato dall’adrenalina e dalla voglia di rendere partecipe il pubblico del lavoro svolto i mesi precedenti; un dopo segnato da tanta soddisfazione!

La loro toccante performance è stata conclusa sulle note di canzoni natalizie da un divertente balletto di tutta la compagnia: questo per augurarci la spensieratezza che a volte si perde presi dagli impegni frenetici quotidiani, specialmente durante il periodo magico del Natale.

 

Arianna Sorrentino