Giovane, imprenditrice, di successo. Giulia Di Cosimo e i vini di Argillae

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Giulia Di Cosimo insieme a suo nonno Giuseppe Bonollo

Orvieto – Possedere un’azienda di famiglia non basta per spiccare il volo ed emergere tra le migliori cantine umbre. Serve anche determinazione mista a una buona dose di coraggio. Talento e ambizione. Con questi ingredienti, Giulia Di Cosimo, proprietaria di Argillae, ha ricavato la sua ricetta vincente: dal 2015 ha preso in mano l’azienda del nonno Giuseppe Bonollo, che dopo aver realizzato ad Anagni una delle più grandi distillerie vitivinicole d’Italia aveva individuato nelle colline a nord di Orvieto terreni particolarmente vocati per la produzione di vini di qualità.

Produzione del vino Primo D’Anfora: dalla terra alla terracotta

“Volevo dimostrare che anche in Umbria siamo capaci di vini straordinari – racconta Giulia – Vedevo nell’azienda di mio nonno delle potenzialità inespresse”. Da una produzione iniziale di 30mila bottiglie, ne arriva a produrre circa 80mila. Con l’obbiettivo, nel tempo, di toccare una quota tra le 120 e le 130mila. Tutto questo diminuendo il quantitativo di vigneti a disposizione.   “Ho venduto una parte dei vigneti per conservare quelli migliori e avere tutta la produzione imbottigliata. Ad oggi – continua Giulia – ne imbottigliamo il 90%. Il restante è un piccolo jolly per il vino sfuso”. Sviluppa così negli anni l’idea di una cantina a sua immagine. “In realtà – confida Giulia – stando al racconto dei miei genitori, da piccola dicevo sempre che sarei venuta a vivere qui in cantina, nella campagna tra Allerona e Ficulle”.

Giulia nasce ad Anagni e poi da giovanissima si trasferisce a Milano dove si laurea in Economia aziendale e Management all’Università Bocconi. Finito il percorso di studi con un master in Sda Bocconi, è proprio la cantina del nonno inaugurata nel 2005 che la richiama a sé. L’azienda oggi si distende su una superficie di circa 220ettari, di cui 15 sono di vigneti che si appoggiano a un terreno calcareo argilloso: da qui il nome “Argillae” che fa riferimento alla composizione del suolo ricco di minerali. Un’eccellenza che non solo dà il terreno, ma anche il team che Giulia ha scelto al suo fianco: un team giovane e dinamico, preparato e professionale per creare un vino “il più genuino possibile e più adatto alle nuove generazioni”. Non un caso, quindi, che tra i pilastri della sua attività ci sia – oltre la cura in vigna e in cantina – anche un concetto di vino che rispecchi la generazione a cui Giulia appartiene. “Il vino deve dare piacevolezza quando lo si beve. Piacevolezza significa un vino equilibrato: oggi ridurre la gradazione alcolica è fondamentale. Ma deve anche essere più salubre possibile”.

Giulia, oltre ad essere produttrice, è anche vicepresidente del Consorzio vini di Orvieto. Un ruolo importante e che calza a pennello con l’obiettivo che fedelmente porta avanti, e cioè quello di valorizzare e promuovere l’Umbria del vino e del territorio di Orvieto. “Per quanto riguarda la mia azienda, invece, punto a fare di Argillae un brand riconosciuto a livello nazionale e internazionale e che abbia dei valori su cui il consumatore si possa riconoscere”.

Arianna Sorrentino