Diari di quarantena #21 – Elia Bonincontro

451
Grafica di Sasha Todini

Diari di quarantena – La vostra quotidianità ai tempi del coronavirus 

Elia Bonincontro
anni 22
nato a Spoleto
vive a Campello sul Clitunno
professione elettricista

Una sera stai oscillando su un’altalena prendendoti gioco della vita e di tutti gli ostacoli pensando che non esistano, e ti arriva la notizia della quarantena. Una notizia stravolgente che ti fa pensare in un attimo a come cambierà la tua vita in modo radicale.
Ripensi a tutte le volte che hai varcato i confini di casa alla ricerca di nuove esperienze, a tutte le volte che avevi bisogno di cambiare aria, o semplicemente di stare a contatto con altre persone magari scelte da te e non dalla fatalità.

Passiamo gran parte del nostro tempo a fuggire dalle nostre verità ma mai qualcuno che prova a fermarsi anche solo per un secondo e dire: io chi sono ? Qual è il mio scopo nella vita ? Tutti si pongono almeno una volta queste domande ma chi veramente è andato quanto più a fondo nella questione e ne è uscito più forte di prima ? Ovviamente queste domande sono un pozzo senza fondo quindi arrivare a un punto limite non ha senso… ma credo che ognuno di noi abbia un suo punto limite in cui risiede la propria passione, e a nessuno viene tolta la facoltà di raggiungerlo. Trovare la propria virtù (come la chiama D’avenia) non è importante solo per se stessi, ma è una crescita globale dell’essere umano: una sola vita da vivere e miliardi di possibilità interpretabili in miliardi di modi… Come facciamo dunque ?

La quarantena è stata una manna dal cielo nel contesto globale, perché ognuno ha l’occasione della propria vita. Il problema della popolazione è la frenesia della vita quotidiana che va letteralmente ad aggiungere peso allo zaino della vita individuale del
soggetto, con la quarantena questo zaino si alleggerisce facendoci letteralmente spiccare il volo alla ricerca di nuove identità da raccogliere e riempire lo zaino di cose che ci rendano ancora più leggeri. Ma sta a noi decidere di alleggerirlo oppure sostituire alla frenesia la depressione e la negatività che sommate pesano anche più della quotidianità pre- quarantena. Ringrazio la vita che mi ha creato questa stazione che mi ha permesso di prendere un treno unico: il mio treno.

Grafica di Sasha Todini