Diari di quarantena #20 – Valentina Proietti

469
Grafica di Sasha Todini

Diari di quarantena – La vostra quotidianità ai tempi del coronavirus

Tempo. Amore. Morte.

Valentina Proietti
anni 22
nata a Spoleto
vive a Spoleto
professione studentessa

Tempo. Le mie giornate erano frenetiche, non vedevo l’ora di tornare a casa la sera per potermi cucinare qualcosa di buono e mettere il pigiama. Ora io e il pigiama siamo una cosa sola e quando ho voglia cucino qualcosa di nuovo. I pasti sono diventati monotoni. Non so se a mangiare sono io o è il cibo che sta mangiando me. Gli orari durante la quarantena non sono più gli stessi, si fa colazione tardi, si pranza verso mezzogiorno e si cena alle 19. Si mangia per inerzia e nessuno di noi ha il coraggio di indossare i jeans che tanto ci piacciono. Si, i jeans dicono la verità, una verità che ora non vogliamo sentire. Le lezioni online mi tengono attiva, per fortuna! Ascolto la lezione e sono contenta se delle volte mi annoio, perché è come catapultarmi con la mente in classe. L’unica differenza è che di fronte al computer posso sbuffare quanto voglio, ma d’altronde lo facevo anche in classe e un po’ di nostalgia mi pervade. Il lato positivo? Mi dedico a ciò che prima rimandavo in continuazione, scrivo, cucino, leggo e mi godo un po’ Netflix. Quindi caro Tempo, le giornate scorrono bene alla fin fine, ma non ti voglio mentire, durante la giornata i dieci minuti di sconforto misto a nostalgia e malinconia li ho anche io. Non so esattamente cosa tu possa fare… anzi sì, vorrei avere una macchina del tempo. Mi puoi aiutare Tempo?

Amore. Questa quarantena ci divide, siamo a una più che abbondante distanza di sicurezza. 326 km va bene? Siamo lontani e mi manca, ma sai che ti dico? Ringrazio la tecnologia, ringrazio il cellulare. Certo essere da lui di persona o lui da me qua è tutta altra cosa, ma questa distanza non dipende da noi. C’è un male più grande da combattere e ognuno di noi nel nostro piccolo fa la sua parte. Lui più di me. In tutta questa nuvola nera che segue l’Italia manco fosse la nuvola di Fantozzi, continuo a sperare. Spero che questa nuvola se ne vada al più presto per tornare ad abbracciarci, in barba al metro di distanza. Ma sei inerme anche tu caro Amore sotto questa nuvola.

Morte. 132.276. Sai che cosa indica questo numero? Sono tutte le persone decedute al mondo a causa del Covid19, noto anche come Coronavirus. In Italia i morti sono 21.645 ad oggi e non possiamo certo dire di esser stati fortunati. Ti svelo un segreto. Io non ti ho mai capita fino in fondo. Posso comprendere togliere la vita a un ottantenne, per quanto brutale sia, il suo percorso lo ha compiuto. Ma a un bambino, a un adolescente, a un trentenne o quarantenne, no. Non lo capisco. Non ti do la colpa, forse sì… ma forse no. Ancora non lo so. Sai cara Morte, è un po’ come se ti incontrassi ogni giorno. Ti vedo negli occhi di mio padre e vedo quanta paura ha di te, quanto ha paura che rimanga chiuso in ospedale perché per un problema di mala organizzazione sanitaria lui e altri colleghi sono stati infettati. La paura è in noi ogni giorno e penso che solo tu possa placarla. Non so come, quando, perché ma ti prego di farlo perché in un mondo in cui esiste un nemico invisibile che non si riesce né a toccare né a vedere è difficile stare. Quindi non voglio darti la colpa per il passato, ma voglio chiederti aiuto. Un aiuto sincero affinché si possa fermare tutto questo.

 

Grafica di Sasha Todini