Diari di quarantena #18 – Letizia Fiorucci

543
Grafica di Sasha Todini

Diari di quarantena – La vostra quotidianità ai tempi del coronavirus 

Il dio delle lancette

Letizia Fiorucci
Anni 26
Nata a Perugia
Vive a Perugia

 

Nell’ultimo messaggio mi hai chiesto com’è la giornata tipo da me, l’ho domandato a mia volta a così tante persone in questo periodo, da essermi già scordata chi è che il pomeriggio si trasforma in un Pavarotti da balcone, chi si improvvisa designer di interni e chi si è scoperto culturista e ruba scope e casse d’acqua per mutarle in bilancieri. La mia nuova routine non ha nulla di stravagante, ma è scandita dal tirannico dio del tempo che, come quando devo prendere un qualche mezzo di trasporto, pungola i miei nervi con le lancette dell’orologio.

La prima stoccata arriva con la sveglia delle 8. Non voglio perdere i ritmi. Quali ritmi, visto che non lavoro più da mesi e che nemmeno ne avrò la possibilità per chissà quanto ancora, non è dato saperlo, ma ho imparato che certe paranoie vanno assecondate.
Seguono: indecisione su colazione proteica o una delle mille torte cucinate per noia, perché buttarla sul cibo è la filosofia del Bel Paese, in tutte le situazioni; giochino mattutino con il gruppo di amici: ogni giorno mandiamo una canzone che ci ricorda qualcosa, oggi era “A song that breaks your heart”; lettura e ricerca di letture. Sto leggendo talmente tanto per stordire i sensi che quando alzo gli occhi dalla pagina vedo gli oggetti in lontananza smerigliati, come quando preparavo l’esame di chimica farmaceutica e passavo le giornate a disegnare molecole.
Alle 12 il dio tirannico impone che si onorino il padre e la madre, quindi impartisco una lezione di aerobica ai due che mi hanno salvato da una dura convivenza con me stessa, riassegnandomi il lettino che mi ha ospitato fino a due anni fa e che ora, per usucapione, è diventato del gatto.
Il pomeriggio il dio si prende una siesta rendendo il tutto nebuloso e mi ritrovo dal dopo pranzo alla cena senza rendermene conto. Torna puntualmente attivo alle 21.30 per reclamare, a mo’ di preghiera, imprecazioni da far arrossire gli scaricatori di porto, sono quasi sempre scatenate dal mal funzionamento delle applicazioni per video chiamare i vari gruppi di amici.

La giornata si conclude con la ricerca del gatto per cui, da quando ha preso il mio posto in famiglia, devo escogitare mille arguzie atte a ricondurlo a casa ad un’ora decente. Non sia mai che mi facesse far tardi, alle 8 il pungolo mi attende. Amalgama il tutto con pensieri ansiogeni, ascolto passivo degli stessi discorsi nazional popolari sulla situazione attuale, piani di baldoria post covid e avrai ottenuto la risposta alla tua domanda.

Grafica di Sasha Todini