Di muri, libri, cibo e musica

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Passando per via di Fonte Avellana, a Gubbio, nei giorni scorsi il vostro olfatto potrebbe essere stato conquistato da un intenso odore floreale. Questo profumo è figlio di AltroMuro, una delle iniziative promosse da AltraCittà insieme al servizio SPRAR (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) a ridosso della Giornata mondiale del rifugiato, che si festeggia il 20 Giugno. Con AltroMuro i ragazzi di AltraCittà, aiutati dagli ospiti del servizio protezione rifugiati, hanno realizzato un’aiuola verticale in cui rampicanti di vario tipo hanno conquistato la parete di cemento di quel gigante grigio affacciato su via di Fonte Avellana chiamato Parcheggio multipiano di S.Pietro con l’obiettivo di ridare dignità a qualcosa di non proprio gradevole dal punto di vista visivo.

Il travaso dell’ultimo gelsomino è stato il pretesto per inaugurare, oltre il muro, le iniziative organizzate per il pomeriggio di mercoledì 19 giugno, frutto della collaborazione tra lo SPRAR, il comune di Gubbio e le associazioni AltraCittà e Mentindipendenti.
Noi non dotati di pollice verde ci siamo quindi spostati all’interno degli spazi della biblioteca Sperelliana, dove si è tenuta la parte letteraria del pomeriggio. Come ogni appuntamento che si rispetti a fare gli onori di casa è stato il recentemente riconfermato sindaco Filippo Mario Stirati, che in campagna elettorale, in totale controtendenza rispetto al resto dell’Italia, ha fatto del progetto SPRAR uno dei punti saldi del suo programma.

Superati i saluti istituzionali è stato il momento di parlare di libri: E Baboucar guidava la fila (Minimum Fax) di Giovanni Dozzini e La legge del mare (Rizzoli) di Annalisa Camilli. Nel primo ci viene raccontata la storia di quattro ragazzi, Baboucar, Yaya, Ousman e Robert, e del loro viaggio attraverso il Centro Italia. Il secondo è invece un saggio, nel quale l’autrice ci fa un quadro della situazione delle ong e di quello che è stato il loro racconto da parte dei media.

Dopo aver acquistato i due volumi al banchetto gestito da una donna che sfoggiava un meraviglioso cappellino di paglia da turista tedesco mi sono spostato verso il chiostro, dove stava iniziando la parte conviviale della giornata. Su un paio di tavoli da osteria era disposto il buffet, preparato dai ragazzi ospiti dello SPRAR. Piatti provenienti da diverse parti del mondo, dall’Africa occidentale al Pakistan, con ingredienti tendenti all’affumicato e al piccante per lo più indecifrabili per un palato italiano ma non per questo cattivi.

A completare la scenografia del chiostro erano presenti i banchetti di Emergency, Refugees Welcome, Amnesty International e Mediterranea, un salottino realizzato con materiali di recupero, un’imponente mostra delle opere realizzate nel corso di Arteterapia svolto dai ragazzi dello SPRAR nei mesi precedenti all’iniziativa e un altro tavolo sul quale è stata prodotta una “Mappa per cittadini e migranti”: una foto in pianta della città sulla quale i ragazzi attualmente residenti a Gubbio hanno segnalato quelli che sono i loro punti di interesse. Una volta rielaborata questa carta verrà distribuita alle persone che lo SPRAR accoglierà in futuro, trovandosi così guidati da chi li ha preceduti.

A un certo punto della serata è improvvisamente spuntato un pallone da calcio ed è iniziata una partita di quella che, vista l’approssimazione con cui erano definiti limiti del campo e regole, Stefano Benni chiamerebbe Pallastrada. La giornata si è chiusa con una jam session, nella quale a canti tradizionali africani si alternavano Il tempo di morire e Quella carezza della sera. Con mio sommo rammarico però i nostri Lucio Battisti e New Trolls non sono riusciti a fare breccia nel cuore dei ragazzi nigeriani.

Sebastiano Ramacci