Cortometraggi sulla rupe di tufo

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Sulla rupe di tufo, a sud dell’Umbria, accadono cose sensazionali e l’Orvieto Cinema Fest è certamente fra queste. Stefania Fausto e Sara Carpinelli erano giovanissime quando hanno avuto l’idea di creare il festival di cortometraggi a Orvieto e nel 2023, allo scoccare della sesta edizione, le ideatrici saranno ancora under 35 e piene di belle idee. 
La passione per il cinema, e l’amore per la propria città, hanno messo in moto l’ingranaggio di quello che negli anni è diventato uno dei festival di cortometraggi fra i più importanti in Italia. Conosciuto anche nel panorama internazionale, ogni anno è presente al Short Film Market in Clermont-Ferrand e nel 2022, a novembre, è stato scelto come unico festival italiano per un pich al Talents and Short Film Market di Torino. 

Sono cambiate tante cose dalla prima edizione dell’ottobre del 2018; la manifestazione è cresciuta, all’organizzazione dell’evento si sono aggiunte altre due giovani donne, Valentina Dalmonte e Francesca Bonfanti, sono stati stretti rapporti con le scuole, con associazioni e altre realtà del territorio. Una cosa però non è mai cambiata ed è il luogo in cui il festival si svolge, il Teatro Mancinelli di Orvieto. Un piccolo teatro ottocentesco, dato in concessione dall’amministrazione del tempo e rinnovata da quella attuale, che ha permesso di vincere la scommessa di portare un prodotto nuovo in una cornice tradizionale abituata a concerti e opere teatrali. 
Stefania Fausto racconta: “Siamo state molto felici di vedere fin da subito un bel riscontro sia da parte della popolazione di Orvieto, sia dai professionisti del settore. Il ricordo più dolce e più bello è quello della prima sera della prima edizione del festival. Quando io e Sara siamo salite sul palco per presentare, ci siamo voltate verso la platea e verso i palchetti, vedere che erano pieni e sentire il calore delle persone presenti è stato il momento più commovente del festival. Speriamo che il festival cresca tanto – continua Stefania – e come obiettivo ci diamo quello di diventare sempre di più un punto di riferimento per la città e il mondo culturale, senza pretese di megalomania ma semplicemente cercando di dare, per quello che possiamo, il nostro contributo. Vorremmo anche essere un punto di riferimento a livello professionale e a livello cittadino, ogni anno infatti abbiamo ragazzi volontari da tutta Italia, studenti dell’ultimo anno di liceo o primi anni universitari. Il desiderio è anche quello di far conoscere meglio un settore, quello cinematografico, che a scuola è poco sperimentato”.

 Il festival si svolge solitamente nel mese di settembre e durante l’anno vengono selezionati i cortometraggi finalisti che arrivano da tutto il mondo. Orvieto in quei cinque giorni di fermento si apre a un vasto pubblico, internazionale e non, con ospiti e autori di diversa nazionalità. Durante l’ultima serata vengono premiati i vincitori di tre categorie, nazionale, internazionale e animazione. I trofei, che raffigurano la sfinge simbolo del festival, sono opere di Michelangeli, un artigiano locale che lavora il legno. Subito dopo la cerimonia di premiazione viene organizzata una super festa con dj set, per concludere al meglio e scaricare la tensione dopo giorni di intenso e piacevole lavoro. 
“L’anno scorso su sei premi, sono state premiate sei registe donne – ci spiega Stefania –  non come necessità di dire ‘premiamo le donne’, ma perché cerchiamo di fare una selezione con un numero equo di registe femminili e registi maschili”.
Il festival contiene moltitudini, fra queste l’anima di giovani donne under 35 che cercano di abbattere gli stereotipi di genere, presenti soprattutto nel mondo dell’audiovisivo e dello spettacolo, per dare spazio a voci femminili e a talenti emergenti. 

 

Federica Magro