Azioni urbane con il turbo

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Negli ultimi anni in Italia si è assistito a numerosi fenomeni di trasformazione urbana. I cambiamenti provocati dalla globalizzazione hanno trasformato il volto di intere aree cittadine, centrali o periferiche che siano. La chiusura di grandi aziende industriali, per effetto della delocalizzazione e della crisi economica, ha portato i territori che vivevano di quell’industria e per quell’industria a perdere la funzione economica e sociale che avevano avuto sino a quel momento. In alcune zone urbane centrali invece si è assistito alla chiusura delle tradizionali botteghe, in particolare di artigiani e piccoli commercianti. Cambiamenti economici che hanno trasformato profondamente questi luoghi, per sempre.

Queste aree hanno perso la funzione sociale che avevano avuto sino a quel momento ed emerge una necessità fondamentale: acquisire una nuova funzione sociale. Necessità di primo piano affinché questi luoghi non diventino deserti, inutilizzati, affinché possano tornare a vivere e a essere vissuti. Ma come fare? Come si possono riutilizzare gli spazi urbani rimasti vuoti? Si può subito pensare che siano le istituzioni le sole che dovrebbero impegnarsi per contrastare il rischio del declino urbano, cioè fare in modo che appaiano nuove funzioni sociali in sostituzione di quelle cessate. Il ruolo delle istituzioni, innanzitutto locali, è indubbiamente importante ma non esaustivo. Le istituzioni possono dar vita ad azioni per disincentivare l’inutilizzo degli spazi attraverso bonus, agevolazioni, sgravi fiscali, ma tutto questo da solo non è sufficiente. Negli attuali piani di rigenerazione urbana infatti assumono un ruolo chiave i cosiddetti stakeholders, cioè un insieme di soggetti individuali e collettivi, pubblici e privati, che investono le proprie energie e risorse nello sviluppo della città. Si costruisce una vera e propria rete sociale fatta di associazioni, enti del terzo settore, istituzioni. Inoltre hanno sempre più successo le iniziative dal basso, cioè provenienti dai cittadini e dalle loro pratiche di auto-organizzazione.

Passare dalla teoria alla pratica è tutt’altro che semplice, ma in certi casi indispensabile. Ed è proprio questa consapevolezza che ha portato l’associazione Ya Basta! Perugia a mettersi in moto. Ya Basta è un’associazione di promozione sociale che si trova in Corso Garibaldi. Oggi l’associazione è impegnata nel progetto T.Urb.Azioni, il cui obiettivo è quello di riqualificare Parco Sant’Angelo e aumentare la fruibilità del parco e del corso. Un parco suggestivo e di grande bellezza paesaggistica ma non molto curato e poco frequentato, molto spesso deserto nelle ore notturne e quindi percepito come insicuro. Passeggiando lungo il corso invece si vedono molti spazi a piano terra inutilizzati. Quegli spazi, oggi vuoti, erano botteghe. Un vuoto, quello attuale, che non è solo economico ma anche sociale. Un vuoto che crea effetti a catena come parcheggi selvaggi lungo il corso e un passaggio di auto tale da far sembrare Corso Garibaldi una vera e propria strada di transito. Ma un corso non può vivere così.

È indispensabile che quegli spazi vuoti tornino a svolgere nuove funzioni. È indispensabile che i residenti possano riappropriarsi di quello spazio pubblico oggi inutilizzabile perché occupato dalle auto o dagli automobilisti. È necessario che il parco sia ben curato e frequentato da residenti e non. Il miglior rimedio all’insicurezza di un luogo, reale o percepita che sia, sono le persone. Trovare soluzioni a situazioni così complesse non è immediato. Non c’è nessuna formula matematica da poter applicare con la certezza di ottenere i risultati sperati. Fare il primo passo però è necessario. E T.Urb.Azioni è quel primo passo. Il progetto si compone di varie iniziative finalizzate a raccogliere idee progettuali per la riqualificazione del parco. Un’iniziativa dell’associazione e dei cittadini residenti e che coinvolge l’intera comunità locale, studenti universitari e professionisti. Un’iniziativa dal basso nella consapevolezza che oggi i cittadini, attraverso la partecipazione attiva, possono svolgere una funzione indispensabile nelle pratiche di riqualificazione e rigenerazione urbana. Poi il passo successivo sarà mettere in pratica le idee progettuali scelte. Saranno necessarie molte energie e risorse umane ma solo così il cambiamento desiderato dai residenti per il parco e per il corso potrà essere realizzato.

Virginia Pencelli