Agricoltura biologica: amore per l’uomo e per l’ambiente

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Parlare di inquinamento non è semplice ma è necessario. È un problema profondo senza confini geografici, etnici, sociali. L’inquinamento produce conseguenze drammatiche tra cui il surriscaldamento globale è quella che crea maggiore preoccupazione. L’inquinamento ha introdotto concetti come quello di sviluppo sostenibile, intendendo per questo un modello di sviluppo economico che sia in grado di sostenersi nel tempo e che possa garantire alla generazioni future un ambiente in salute. Tale modello richiede una realizzazione dall’alto, a partire dalle amministrazioni pubbliche, tuttavia ogni singoli cittadino può fare qualcosa. Infatti il problema ambientale riguarda tutti e tutti noi dobbiamo collaborare per prevenirlo. È questa la logica sottostante pratiche come la raccolta differenziata dove amministrazione e cittadini sono alleati e portano avanti un grande sforzo per differenziare i rifiuti e permettere di ridare vita a tutto ciò che può essere riciclato. Tutto questo per ridurre l’impatto sull’ambiente di ognuno di noi.

Un modello sostenibile però tocca tutti gli ambiti della nostra vita, a partire da ciò che mangiamo o meglio da come viene realizzato ciò che quotidianamente consumiamo. Una parte importante dell’economia sostenibile può essere rappresentato dall’ agricoltura biologica, solo quando però questa è anche un’agricoltura sostenibile. Oggi in tutto il territorio nazionale sono molti gli imprenditori biologici e, in Umbria, un rappresentante di spicco è Alfredo Fasola Bologna, proprietario dell’azienda biologica Torre Colombaia situata nel bosco di San Biagio della Valle.

Quella di Alfredo è la storia di un uomo che ha cercato di trasformare il suo sogno in realtà, e ci è riuscito con successo. La sua azienda nasce nel 1986 ed è la traduzione concreta dell’impegno del suo ideatore nel movimento pacifista ed ecologista. Negli anni ’80 quella del biologico era una scelta innovativa, ma anche coraggiosa. In quegli anni i sostenitori del biologico era pochi, delle piccole minoranze. Una scelta ideologica quella di Alfredo che però si è rivelata nel tempo essere una scelta fortunata, anche dal punto di vista economico. Negli anni ’90, ma soprattutto a partire dagli anni 2000, cresce l’attenzione per il mondo del biologico. Le persone si preoccupano di ciò che mangiano e vogliono, sempre di più, mangiare prodotti non solo buoni ma anche sani.

Alfredo Fasola mi specifica però che l’agricoltura biologica è una tutela non solo per l’uomo ma anche per l’ambiente. Realizzare prodotti biologici significa infatti rispettare l’ambiente e in particolare il suolo, l’acqua e l’aria.  Questo tipo di agricoltura prevede l’utilizzo delle sole risorse naturali, escludendo i prodotti chimici. Per terreni e piante non ci si avvale di nessun prodotto chimico di sintesi. Questo produce benefici per l’uomo e per l’ambiente. I principi biologici vietano anche la pratica degli allevamenti intensivi, che portano alla produzione di elevate quantità di anidride carbonica, tra le principali cause dell’effetto serra. Non è quindi un caso che oggi gli agricoltori biologici collaborino con i giovani del movimento Fridays For Future, accomunati dalla volontà di tutelare l’ambiente e prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. L’obiettivo è dar vita ad azioni che possano garantire un pianeta in salute alle generazioni presenti e future. Tra queste azioni i metodi di coltivazione propri dell’agricoltura biologica meritano senza dubbio un posto di primo piano. L’agricoltura biologica è un modello di sviluppo che tutela la salute dell’uomo e dell’ambiente. Un modello di sviluppo che può durare nel tempo e chissà se, in futuro, potrà essere applicato all’intero pianeta.

Virginia Pencelli

Foto: pagina Facebook Torre Colombaia, bio agriturismo